Domenica 8 novembre | LECCE | L'anteprima di Diario di una perdita per la rassegna Altre latitudini di Principio Attivo Teatro alle Manifatture Knos

DOMENICA 8 NOVEMBRE ALLE MANIFATTURE KNOS DI LECCE LA RASSEGNA ALTRE LATITUDINI DI PRINCIPIO ATTIVO TEATRO OSPITA L'ANTEPRIMA DELLO SPETTACOLO DIARIO DI UNA PERDITA
CON ANTONELLA ALBANESE E RICCARDO LANZARONE

Come la luce delle stelle morte continua a raggiungerci, così le persone amate lasciano tracce che sopravvivono alla loro scomparsa. Domenica 8 novembre (ore 19:00 | ingresso 10 euro - ridotto 8 euro | info e prenotazioni 3894755191 – 3277372824 | principioattivoteatro.it) alle Manifatture Knos in via Vecchia Frigole 36 a Lecce la quarta edizione di Altre Latitudini prosegue con l'anteprima di Diario di una perdita. Lo spettacolo di teatro e danza, ispirato al saggio La luce delle stelle morte dello psicoanalista e scrittore Massimo Recalcati, vede in scena Antonella Albanese (movimento scenico e azioni) e Riccardo Lanzarone (regia e drammaturgia) con scene e luci di Andrea Romanazzi. Prodotto da Esenco Dance Movement, con il sostegno di Trac - Centro di residenza pugliese, Factory Compagnia Transadriatica e Residenze Artistiche con TerramMare Teatro, Diario di una perdita indaga le tracce che le persone amate lasciano dentro di noi, anche dopo la loro scomparsa. Come la luce delle stelle morte continua a viaggiare nello spazio prima di raggiungerci, così le esperienze affettive e le perdite continuano ad abitare il corpo, la memoria e il desiderio. Un uomo e una donna si muovono sul confine tra assenza e incomunicabilitĂ , cercando nuovi gesti e parole per riconoscersi in una realtĂ  profondamente trasformata. Attraverso il linguaggio fisico e poetico della danza, la performance esplora la possibilitĂ  di reinventare le relazioni e trovare nuove forme di vicinanza dopo il dolore. La rassegna Altre Latitudini è ideata e organizzata da Principio Attivo Teatro, con la direzione organizzativa di Raffaella Romano e Adamo Toma in collaborazione con Manifatture Knos, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia (Intervento finanziato con risorse del Fondo di rotazione POC 2021-2027). 

Domenica 29 novembre (ore 19:00 – ingresso 10 euro, ridotto 8 euro) la rassegna accoglierà l'anteprima di 8 minuti e 46 secondi, una produzione del Centro Teatrale Aperto Io Ci Provo con Giuseppe Semeraro e Paola Leone, che firma anche la regia, e la visual art e le fotografie di Alessia Rollo. Ispirato al romanzo Storia di un oblio di Laurent Mauvignier, che racconta di un uomo ucciso per una lattina di birra, lo spettacolo intreccia letteratura, antropologia e cronaca. Al centro della scena, un fratello e una sorella sospesi in un dialogo mai avvenuto. Il respiro scandisce la performance: otto minuti e quarantasei secondi che evocano la vita che abbandona un corpo. Attraverso le vicende di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, George Floyd e Abderrahim Fakir, la narrazione affronta gli abusi di potere e i meccanismi del capro espiatorio. Senza spettacolarizzare il dolore, la messinscena si affida alla relazione tra gli interpreti e alle fotografie proiettate per interrogarsi sul rapporto tra giustizia, responsabilità e dignità umana, denunciando i sistemi che, per preservare sé stessi, finiscono per dimenticare le persone.

Domenica 6 dicembre (ore 19:00 – ingresso 10 euro, ridotto 8 euro) la rassegna si conclude con l'anteprima di Unouno. La cantata dell'eroe, scritto e interpretato da Ippolito Chiarello, con Bruno Galeone alla fisarmonica, scenografia e oggetti di scena di Egle Calò, costumi di Lilian Indraccolo e luci di Marco Oliani. Tra musica, poesia e narrazione, prende forma una sorta di moderna Odissea, un viaggio che diventa rito, memoria e invito all'accoglienza. Protagonista è un direttore d'orchestra di una banda di paese, officiante e musicista, che accompagna il pubblico lungo il percorso di un uomo costretto ad abbandonare la propria terra per cercare altrove una possibilità di futuro. La vicenda si ispira alla storia vera di Mohammed Ibrahim Ali, partito dal Sudan all'età di tredici anni e arrivato in Italia dieci anni dopo, diventato cieco a causa delle torture subite. Il suo cammino, segnato da sofferenze, incontri e trasformazioni, diventa simbolo di una condizione condivisa: quella di esseri umani da sempre in movimento, alla ricerca di nuovi approdi. Lo spettacolo - prodotto da Nasca Teatri di Terra ETS, con il sostegno di GUS - Gruppo Umana Solidarietà, TRAC Residenze teatrali Puglia e Campsirago Residenza - è un omaggio a chi non c'è più e a chi è riuscito a sopravvivere, ma anche un'esortazione a riconoscere nell'altro una storia che potrebbe appartenerci.

I LABORATORI
Il programma di Altre Latitudini si completa con due percorsi dedicati alla formazione e alla sperimentazione teatrale, ospitati fino a giugno dalle Manifatture Knos:  Sacro un laboratorio esperienziale condotto da Silvia Lodi, rivolto a tutte le persone dai 18 anni, pensato sia per chi si avvicina per la prima volta al palcoscenico sia per chi desidera approfondire il proprio percorso artistico, e Senza confini, laboratorio di teatro, lettura ad alta voce e movimento a cura di Cristina Mileti per bambine e bambini dai 6 ai 10 anni. 
 

Info e prenotazioni 389 475 5191 – 327 737 2824
www.principioattivoteatro.it.


Pubblicato il 03/11/2026


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