Statale S.S. 275 - La Provincia farà appello

Ricorso al Consiglio di Stato

     
 
    
S.S. 275 - «E ora andremo al Consiglio di Stato»
  Gabellone «Chiederemo pure un tavolo tecnico»   

Salento - La Provincia farà appello al Consiglio di Stato contro l’ordinanza con cui il Tar Lecce ha «congelato», mercoledì scorso, il progetto della statale 275 negli ultimi sei chilometri. Ma contemporaneamente si adopererà perché venga istituito a livello ministeriale un tavolo tecnico che valuti eventuali soluzioni alternative. E’ la linea annunciata da Antonio Gabellone all’indomani del disposotivo cautelare che il Tribunale amministrativo ha emesso in seguito ai ricorsi presentati da Regione, consiglieri di centrosinistra e associazioni contro la parte più invasiva dell’opera.  «La Provincia si era costituita - spiega Gabellone - perché riteneva che i ricorsi mettessero a rischio la realizzazione di un’opera che riteniamo fondamentale e strategica per il territorio del Sud Salento. Nella seconda motivazione del nostro giudizio - prosegue - si faceva comunque riferimento all’attività che la Provincia avrebbe intrapreso utilizzando la normativa vigente, che prevede in caso di conflittualità tra le proposte - in questo caso Governo, Cipe e Regione - la possibilità di attivare un tavolo tecnico per tentare una soluzione. Un’alternativa che, da un lato, consentisse di tenere fede alle prescrizioni per le opere di tipo strategico nell’ambito della legge obiettivo e, dall’altro, di venire incontro alle esigenze che venivano sollevate da alcune parti circa l’impatto ambientale».    Gabellone rileva quindi come la Provincia si sia posta di fronte alla questione con due azioni parallele: dapprima evitare che il blocco della procedura di gara portasse ad un ritardo dell’opera e al rischio di non poterla realizzare;  in secondo luogo il tentativo di trovare comunque una mediazione che fosse compatibile con la normativa con cui l’opera è stata finanziata. «Se chi ha proposto i ricorsi aveva come obiettivo quello di ritardare la costruzione dell’opera e magari di non farla realizzare - commenta il presidente - in parte c’è riuscito. Anche perché è vero che l’ordinanza di sospensiva si riferisce all’ultimo tratto, ma è pure vero che la procedura d’appalto è legata all’approvazione di un progetto definitivo da parte di una conferenza dei servizi alla quale la Regione non si è mai presentata. La cosa molto strana - aggiunge - è che mentre la Provincia riunisce i sindaci, rileva le loro esigenze e le trasferisce in Regione, la Regione prosegue nel suo percorso con l’approvazione di un progetto che prima si ferma a Montesano, successivamente viene prolungato fino a San Dana con le due corsie,   ma non tiene conto della procedura di approvazione del progetto definitivo che il Cipe sta realizzando. In sostanza, si sono attivati percorsi paralleli che non si sono mai incontrati, sfociando in quel contenzioso che si è poi determinato». E proprio per rimediare a questa «stranezza» che la Provincia sarebbe intervenuta a difesa della procedura. «Allo scopo di evitare di perdere i finanziamenti e le opportunità di lavoro - sostiene Gabellone - ma soprattutto la prospettiva di creare le condizioni di sicurezza rivendicate dalle comunità del basso Salento. Ma non ho mai tralasciato - sottolinea ancora - la possiblità di promuovere l’isti - tuzione di un tavolo tecnico al ministero per valutare assieme a tutti i soggetti interessati se vi siano soluzioni alternative praticabili». Nel frattempo, però, Gabellone intende scongiurare i rischi legati al blocco di una parte dell’opera. «Intanto - fa sapere - dobbiamo rimuovere questo pericolo che potrebbe investire il progetto nella sua interezza, quindi faremo appello al Consiglio di Stato per chie   dere l’annullamento dell’ordinanza del Tar. Contesualmente chiederemo l’attivazione di un tavolo tecnico attraverso cui comprendere assieme ad Anas, Cipe e Regione, se le diverse posizioni possono trovare un punto di equilibrio e di soddisfacimento delle diverse istanze, magari auspicando che ciascuna delle parti in causa faccia un piccolo passo indietro». Ad alzare il tiro è invece Rocco Palese, che parla di una «incredibile gara a non realizzare l’opera» e di «un atteggiamento irresponsabile da parte della Giunta Vendola che danneggia le popolazioni e le imprese del Basso Salento, privandole di un’opera interamente finanziata». Una prospettiva contro la quale Palese annuncia la massima opposizione. A suo giudizio, infatti, la Giunta Vendola sin dal 2005 ha provato con ogni mezzo a non realizzare l’arteria, «prima definanziandola - sostiene - poi, dopo le proteste sollevate dal Pdl, dai sindaci e dai cittadini, modificandone il progetto, perdendo cinque anni di tempo   e facendo lievitare i costi». 

fonte: gazzetta del mezzogiorno a firma     [p.b.] 
 

 

Pubblicato il 16/04/2010


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