CURSI TERRA DELLE CAVE LANCIA APPELLO A PRESIDENTE DECARO_TRASFORMIAMO LA PIETRA IN ATTRATTORE TURISTICA

DAL MEGALODONTE AL FUTURO

 CURSI, TERRA DELLE CAVE, CHIEDE ALLA REGIONE PUGLIA

DI TRASFORMARE LA PIETRA IN UN NUOVO ATTRATTORE TURISTICO

 

Il sindaco Santoro e la vice Mele: “Le cave sono il nostro cuore. La nostra anima. Da qui si deve partire per disegnare nuovi scenari di futuro e crescita.”

 

«Presidente Decaro, Cursi ha una storia che non può essere lasciata sotto terra».

È questo, in sostanza, l'appello che l’amministrazione comunale di Cursi (Le) attraverso il sindaco William Marco Santoro e la vicesindaca Elisa Mele rivolge al presidente della Regione Puglia: aprire insieme una nuova stagione per le cave del territorio, trasformando quello che per generazioni è stato un luogo di fatica e di lavoro in un patrimonio culturale, paesaggistico, scientifico e turistico capace di parlare al Salento e alla Puglia intera.

Un appello che arriva in un momento particolarmente significativo per il comprensorio estrattivo Cursi-Melpignano, mentre la Regione è impegnata nel percorso di aggiornamento dei Piani Particolareggiati dei comprensori estrattivi storici.

E che trova nella recente "Cena in Cava" la cui seconda edizione si è svolta a fine agosto, un'immagine eloquente. 

Per una sera, tra le pareti di pietra, là dove per decenni si è scavato e lavorato, è comparsa una lunga tavolata bianca. La cava è diventata luogo di incontro, cultura, gastronomia e bellezza che ha unito sensibilità e anime diverse, e la maestria delle "fimmine sverte" salentine ai fornelli, disegnando una pagina di cultura e tradizione Salentina di grande valore. 

«Come le persone, anche i luoghi meritano una seconda possibilità -, afferma Elisa Mele - La cava resta cava, la pietra resta pietra, ma cambia lo sguardo di chi la attraversa. Le cave di Cursi, che per generazioni sono state fatica e lavoro, possono rinascere come luoghi di meraviglia e bellezza. E mi piace sottolineare che la valorizzazione del territorio vive solo se abbiamo ancora la capacità di meravigliarci e di creare, di immaginare ciò che non si vede. Questo è il senso di Cena in Cava: riconsegnare meraviglia a un luogo di fatica, perché il territorio si salva solo se lo si immagina di nuovo».

Un patrimonio sorprendente.

Cursi è Terra delle Cave, ma è anche una terra che racconta il mare.

Nella pietra sono custodite tracce di un tempo in cui il territorio era sommerso dalle acque: fossili di conchiglie e altri organismi marini restituiscono la memoria di una trasformazione geologica che può diventare parte di un grande racconto del Salento.

E poi ci sono i denti del megalodonte, ancora conservati nelle case di alcune famiglie di cavatori.

Reperti che aprono una prospettiva affascinante: quella di costruire, attraverso un percorso scientifico di ricerca, catalogazione e valorizzazione, un museo capace di raccontare il rapporto fra il mare antico, la pietra, la terra e l'uomo.

Un museo archeologico e paleontologico che potrebbe diventare una delle porte d'accesso alla storia più profonda del Salento.

Dal mare alla terra. Dalla terra alla pietra. Dalla pietra al lavoro dei cavatori. E dal lavoro alla cultura e al turismo.

È questa la visione che l’amministrazione chiede di mettere a sistema.

Non una semplice riqualificazione di singoli siti, peraltro protetti dalla possibilità che diventino discariche a cielo aperto, ma un progetto territoriale che serbi memoria, attraverso il quale le cave possano diventare un circuito di luoghi, esperienze e conoscenze: percorsi geologici e naturalistici, archeologia industriale, memoria del lavoro, paleontologia, museo, cultura, spettacolo, enogastronomia e turismo esperienziale.

«Lanciamo una sfida chiara alla Regione Puglia: trasformare le cave di Cursi da luoghi di memoria a luoghi di futuro- dichiara il sindaco William Marco Santoro -. Non chiediamo di cancellare il passato, ma di valorizzarlo. Non vogliamo dimenticare le ferite e i sacrifici di chi, in quelle cave, ha lavorato e perso la vita. Vogliamo custodirne la memoria e trasformarla in consapevolezza, cultura e nuova vita per il nostro territorio.

Perché una comunità che conosce le proprie radici può avere il coraggio di guardare lontano. E noi vogliamo guardare lontano, vogliamo che dalle profondità della nostra terra nasca una nuova idea di futuro. La pietra ha custodito per millenni il mare, la memoria dei nostri padri e la storia di Cursi. Ora tocca a noi darle voce, trasformare la memoria in futuro. Tocca a Cursi raccontare al mondo la sua storia».

 

La risposta può arrivare anche dalla normativa regionale.

La Legge regionale Puglia 5 luglio 2019, n. 22, sulla disciplina delle attività estrattive, pone tra le proprie finalità il recupero paesaggistico e ambientale delle aree di escavazione dismesse, la valorizzazione e riqualificazione del patrimonio minerario dismesso e della cultura mineraria e la fruizione collettiva.

L'articolo 27 prevede inoltre il censimento delle cave dismesse e l'individuazione di strategie e indirizzi per il loro recupero.

Gli strumenti normativi esistono. Il territorio esiste. La storia esiste. Le cave esistono. 

È su questo terreno che Mele lancia il suo appello alla Regione: «Cursi, madre silenziosa del barocco, meriti attenzione, cura, premura. Meriti di splendere e di brillare! Le cave sono il tuo cuore. La tua anima. Da qui si deve partire per disegnare nuovi scenari di futuro e crescita».

Parole che oggi assumono un significato preciso: Cursi chiede che le proprie cave entrino a pieno titolo in una strategia regionale di valorizzazione, recupero e fruizione.

Un progetto che potrebbe trovare nel percorso dei Piani Particolareggiati del comprensorio Cursi-Melpignano un'occasione concreta per essere discusso, approfondito e trasformato in una visione condivisa.

«Da parte nostra, impegno assoluto», ribadiscono da Palazzo di Città.

Ora la promessa può diventare una sfida.

La pietra E potrebbe raccontare una storia che parte da un mare preistorico, passa attraverso il megalodonte, arriva alle mani dei cavatori e approda a un nuovo modello di turismo culturale per il Salento.

 

 


Pubblicato il 24/09/2026


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