MOBILITAZIONE: COLDIRETTI PUGLIA, 5000 AGRICOLTORI E TRATTORI IN PIAZZA A BARI CHIESTO LO STATO DI CRISI; CARO GASOLIO, FERTILIZZANTI E ACQUA METTONO IN GINOCCHIO LE IMPRESE

MOBILITAZIONE: COLDIRETTI PUGLIA, 5000 AGRICOLTORI E TRATTORI IN PIAZZA A BARI CHIESTO LO STATO DI CRISI; CARO GASOLIO, FERTILIZZANTI E ACQUA METTONO IN GINOCCHIO LE IMPRESE

Dalla fiammata dei costi energetici alle tariffe irrigue insostenibili, dai redditi in caduta alle frodi sull’olio, la mobilitazione davanti all’assessorato regionale all’Agricoltura

 

Sono scesi in piazza a Bari 5000 agricoltori con i trattori per chiedere alla Regione Puglia la dichiarazione dello stato di crisi del settore agricolo e interventi urgenti per salvaguardare le imprese, il lavoro e il futuro delle filiere produttive regionali. Il corteo degli agricoltori di Coldiretti Puglia, partito da Pane e Pomodoro sul Lungomare, ha raggiunto la sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura, per portare il grido di allarme di un comparto stretto tra il caro carburante, i rincari dei fertilizzanti, il costo dell’acqua, il crollo dei margini aziendali e le difficoltà di accesso al credito.

 

Sul fronte dei costi, gli agricoltori denunciano il peso del caro carburante con il cartello «Il caro gasolio brucia il futuro» e chiedono interventi immediati per contenere i costi di produzione, insieme a tariffe irrigue sostenibili e regole certe per l’acqua. Il gasolio agricolo è indispensabile per lavorare i campi, per garantire le operazioni colturali – denuncia Coldiretti Puglia – mentre l’acqua rappresenta una risorsa irrinunciabile per le produzioni e rischia di diventare un ulteriore fattore di insostenibilità economica, tra tariffe elevate, conguagli imprevisti e un sistema irriguo che necessita di una riorganizzazione, quando a fronte di costi sempre più pesanti, le imprese non possono continuare a produrre senza certezze sulle spese da sostenere e senza un’adeguata remunerazione.

 

La richiesta di interventi urgenti riguarda l’intero sistema agricolo regionale, per questo Coldiretti Puglia chiede all’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, un piano straordinario di sostegno a tutte le filiere agricole regionali, dalla cerealicoltura all’olivicoltura, dal vino alla zootecnia fino all’ortofrutta, per affrontare l’impennata dei costi di produzione, garantire liquidità alle imprese e salvaguardare la continuità produttiva e il reddito degli agricoltori. Sollecita misure per abbattere il costo del carburante agricolo, contenere i costi di produzione e garantire la continuità delle attività aziendali, perché il gasolio è un fattore essenziale per le lavorazioni e per la movimentazione delle produzioni e i rincari rischiano di compromettere ulteriormente la redditività delle imprese.

 

Una protesta che mette al centro anche la difesa dell’olio extravergine di oliva pugliese e la lotta alle frodi, con striscioni che chiedono «Fermiamo i trafficanti di olio», «Più controlli, meno frodi», «Stop alle frodi! La salute dei cittadini prima di tutto», «L’olio pugliese non si tarocca» e «Difendiamo il vero extravergine». Tra le altre richieste, la tracciabilità totale, la tolleranza zero contro chi trucca l’etichetta e prezzi giusti per l’agricoltura pugliese.

 

“L’agricoltura pugliese non può più essere lasciata sola ad affrontare una crisi che investe tutte le principali filiere e mette a rischio la continuità produttiva delle aziende – dichiara Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia – chiediamo alla Regione di dichiarare lo stato di crisi e di mettere in campo un piano straordinario di sostegno, con interventi immediati sui costi di produzione, sul carburante agricolo, sull’acqua e sulla liquidità delle imprese. Il caro gasolio sta facendo esplodere i costi delle lavorazioni, mentre fertilizzanti ed energia continuano a pesare sui bilanci aziendali. E non è più sostenibile che gli agricoltori debbano affrontare anche costi irrigui elevati, tariffe che richiedono certezze e conguagli imprevisti. L’acqua è indispensabile per produrre e non può trasformarsi in un lusso per le imprese agricole. Non è accettabile che gli agricoltori debbano acquistare carburante, fertilizzanti e altri mezzi tecnici a prezzi sempre più elevati, mentre il valore delle loro produzioni non garantisce una remunerazione adeguata. Difendere l’agricoltura significa difendere il lavoro, l’economia dei territori e la disponibilità di cibo di qualità per i cittadini”.

 

Nel mirino della mobilitazione c’è anche la crisi del comparto olivicolo-oleario, penalizzato dalle distorsioni di mercato, dalle importazioni e dalle pratiche che possono alterare la concorrenza e ingannare chi acquista. Coldiretti Puglia chiede controlli più incisivi sull’origine e sulla qualità dell’olio commercializzato come italiano, verifiche sulle miscelazioni e sulle etichette, il contrasto alle sofisticazioni e l’impiego di tecnologie avanzate, dalle analisi isotopiche alla mappatura genetica e alla risonanza magnetica. La battaglia contro i trafficanti di olio riguarda il reddito degli olivicoltori, ma anche la trasparenza del mercato e la salute dei cittadini.

 

“Non permetteremo che il lavoro degli olivicoltori pugliesi venga svalutato da chi specula sull’origine dei prodotti e sfrutta le falle nei controlli per trasformare, anche solo sulla carta, un olio straniero in italiano – dichiara Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia – chi trucca l’etichetta ruba agli agricoltori e inganna i cittadini. Servono verifiche rigorose lungo tutta la filiera, sanzioni efficaci e piena tracciabilità, perché l’origine deve essere certa e verificabile, non una formula commerciale. Allo stesso tempo bisogna restituire valore alle produzioni pugliesi, rafforzare il posizionamento degli oli di qualità e delle denominazioni DOP e IGP e impedire che il peso della crisi venga scaricato esclusivamente sulle imprese agricole”.

 

Per il comparto olivicolo-oleario viene chiesto un intervento regionale sul credito e sulla liquidità, con il rafforzamento degli strumenti a sostegno di produttori, cooperative di trasformazione e frantoi. Coldiretti Puglia sollecita un confronto serrato e nel merito con il sistema bancario per attivare condizioni finanziarie adeguate alla crisi, misure per alleggerire gli oneri finanziari, linee di credito straordinarie per la campagna olivicola e la sospensione delle rate dei mutui. Sul fronte della Xylella è indispensabile sbloccare le risorse già disponibili ma ferme per ritardi burocratici e accelerare la rigenerazione degli oliveti, senza ulteriori rinvii per le imprese, procedendo senza indugi alla pubblicazione del bando da 30 milioni di euro in esecuzione del decreto ministeriale del maggio 2024.

 

Sul fronte dell’acqua, viene chiesta l’apertura immediata di un tavolo regionale per definire regole certe, tariffe sostenibili e lo stop ai conguagli imprevisti sui costi già contrattualizzati – insiste Coldiretti Puglia – perché è necessaria anche una riorganizzazione del sistema irriguo regionale, per assicurare alle imprese una gestione efficiente e programmata della risorsa, con costi compatibili con le esigenze produttive. Non è possibile chiedere alle aziende di garantire produzioni di qualità senza assicurare loro acqua disponibile a condizioni sostenibili e senza una programmazione capace di superare la gestione delle emergenze.

 

Altrettanto urgente è la salvaguardia delle produzioni regionali, attraverso un confronto permanente con la grande distribuzione organizzata sulla formazione dei prezzi all’origine e una strategia capace di valorizzare le produzioni pugliesi, superando la logica della semplice commodity. Coldiretti Puglia chiede la convocazione di un tavolo permanente di filiera con la Grande Distribuzione Organizzata per il costruttivo confronto nella formazione dei prezzi riconosciuti agli agricoltori e promuovere il Made in Puglia, a partire dalle produzioni DOP e IGP. Sul fronte degli accordi di filiera, servono più risorse e strumenti concreti per rafforzare il potere contrattuale della produzione e garantire una più equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera. Coldiretti Puglia chiede inoltre di contrastare le importazioni sleali, comprese quelle di grano trattato con glifosato e di olio tunisino a dazio zero, e di rafforzare controlli e sanzioni contro le pratiche commerciali sleali.

 

Dalla cerealicoltura all’ortofrutta, dal vino alla zootecnia, fino all’olivicoltura, la mobilitazione richiama la necessità di una strategia regionale che riconosca il ruolo economico e sociale dell’agricoltura e garantisca alle imprese condizioni per continuare a produrre. Il messaggio che arriva dalla piazza è netto, senza reddito agricolo, senza carburante a costi sostenibili e senza acqua accessibile a condizioni certe non c’è futuro per le campagne – conclude Coldiretti Puglia – e senza trasparenza, reciprocità e controlli efficaci a perdere sono anche i cittadini, esposti a un mercato nel quale l’origine e la qualità dei prodotti devono essere garantite.

 


Pubblicato il 14/10/2026


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