Storia di personaggi di S. M. di Leuca
GENTE DI MARE
I Pionieri
Tratto dal libro "Uomini ed Attrezzi di mare a Santa Maria di Leuca" il racconto di Vito Cassiano ripercorre fin dal lontano 1890 la nascita del primo nucleo abitativo di Leuca. Un racconto ricco di sentimento e riferimenti a famiglie e personaggi che hanno dato vita a quella che attualmente è la Leuca dei nostri giorni.
Verso la fine del secolo diciannovesimo, precisamente entro la data del 1890, una giovane famiglia formata da padre, madre e già sette figli, da "Borgo Terra" di Castrignano del Capo , si trasferisce in una delle ville di notabili che, nella seconda metà dell'ottocento, erano sorte lungo il litorale della Marina di Leuca; precisamente si allocò nei locali del piano terra della Villa dei Tamburino -Frisari, nobile famiglia di Maglie (Le), che ancora s'erge all'inizio del lungomare della Marina, inconfondibile ancora oggi per due palme secolari svettanti nel cortile del caseggiato. All'ombra di queste due palme continuò a crescere una di quelle famiglie che costituirono il primo nucleo antropico della Leuca di oggi, la più numerosa con i suoi sedici figli, nove dei quali nati dopo il trasferimento da Castrignano. Si tratta della famiglia di Francesco Galati, figlio di Michele e di Donata Branca, nato a Castrignano l'08 aprile 1863, congiunto in matrimonio con Donata Schina, di un anno più piccola (nata il 16 aprile 1864), figlia si Santo e di Maria Cassiano.
"Cicciu", detto "Lu Nochi", uno dei soprannomi più conosciuti e più indecifrabili dei pescatori leuchesi, si unì a Donata diciannovenne nel 1882, soprannominata dai figli e da tutti gli abitanti di Leuca, "Mamma Ranne" (mamma grande) e "mammana" (levatrice), esperta per esperienza personale nell'arte maieutica. Nell'anno successivo nacque la prima figlia della numerosa prole, Santa, la madre di un ramo dei Morciano, e partorì ben sedici figli, fino al 1910 quando nacque l'ultimogenita Flora che si unì in matrimonio con Francesco Cassiano, uno dei Mori, di cui diremo in appresso e madre di chi scrive queste note. Verso la fine degli anni novanta questa giovane famiglia, carica già di sette figli, sicuramente per le precarie condizioni economiche, si vide costretta a trasferirsi alla Marina, per mettersi al servizio come vigilante di una delle tante ville patronali che erano sorte in quel periodo, ma, in particolare, per dedicarsi ala pesca che, all'inizio, veniva svolta per conto delle stesse famiglie aristocratiche che ospitavano i "villici" e che mettevano a disposizione l'imbarcazione e l'attrezzatura.
Ho voluto parlare di questa famiglia non tanto perchè sia stata la prima ad approdare sulle sponde della Leuca moderna; forse qualche altra famiglia ha anticipato il suo soggiorno a Leuca di qualche lustro (gli Stasi, i Licci molto probabilmente erano già a Leuca quando il "Nochi" vi si trasferì), anche se è innegabile che non si può andare al di sotto del limite del 1850 per iniziare a registrare una presenza antropica stabile nella Marina (anche se si insiste nell'affermare che già nel 1790 i "Nochi" incominciarono ad abitare nello scalo di Leuca, chiamato "Scalo di Salignano"). Prima di tale data l'insenatura che degradava fino a lambire le verdi acque dello Ionio era in una fase di incipiente cantierizzazione per la costruzione di quelle strade e quelle ville che avranno il loro assetto definitivo con il piano regolatore del 1878 dell'ing. Ruggeri. Allora, come dicevo, il parlare della famiglia dei "Nochi" non vuole essere determinato da probabili precedenze cronologiche, ma dal fatto che nella vicenda di questa famiglia, che h contribuito notevolmente alla costruzione della comunità storica dei Leuchesi di oggi, troviamo i motivi, le cause che hanno determinato l'insediamento umano del territorio di Leuca da parte delle famiglie i cui discendenti ora si possono chiamare leuchesi. I vari nuclei familiari, che hanno incominciato ad abitare nella Marina, come per i coniugi Galati, sono stati spinti dalle precarie condizioni economiche a trovare presso le ville dei ricchi proprietari terrieri del Salento, che avevano incominciato a villeggiare come era diventato costume nella seconda metà dell'Ottocento, dei luoghi di ricovero e delle opportunità di lavoro, particolarmente nell'arte della pesca, come era stato per gli abitanti della Leuca antica che ora ritornava a rivivere di nuova storia nelle vicende di questi coloni, provenienti dall'entroterra prossimo al litorale.
Come i Galati, dunque, e forse prima di essi, giunsero in queste contrade gli Stasi, di cui non si può non fare memoria di quel Michele che era insuperabile nell'arte edilizia. A lui si devono i primi lavori di costruzione della Chiesa di Cristo Re, iniziata nel lontano 1891 e che, costruita in carparo leucano, si presenta oggi ai nostri occhi come un vero gioiello artistico; come di lui sono i figli Oronzo, colui che superò il padre in questa arte, il costruttore dei ponti della strada che conduce al porto e al Santuario e della Colonia Scarciglia.
Mentre Oronzo generò per la comunità di C strignano, di cui ora infatti suo figlio geom. Alfredo Stasi, invece Francesca, Annunziata, Raffaella e Salvatore si sposarono (eccetto Raffaella), vissero lungamente a Leuca e lasciarono cospicua discendenza.
Per amore di Francesca e per un altro amore (la pesca), in non più ragazzo Michele Cassiano lasciò la nativa Patù, dove era nato il 08 agosto 1855. Lasciò la benestante famiglia di piccoli proprietari terrieri per trasferirsi a Leuca, allo scopo di sposare la giovane, bella e forte (anche di carattere) figlia dello Stasi, più giovane di lui di diciotto anni. Con essa Michele, soprannominato "Moru", ebbe dieci figli, otto rimasti poi viventi, l'ultimo dei quali, Giovanna è morta, quasi centenaria.
Dei figli di Michele e Francesca, oltre alla ultranovantenne Cuncetta che da Virgilio Pantile di Gallipoli ebbe numerosa prole, ad Anna la madre dei Fanelli, a Maria la madre dei Siciliano, si deve fare particolare menzione di Francesco che, con Flora Galati (Nochi) ha generato dieci figli e che è stato, come dicevamo, uno dei più esperti pescatori di Leuca (da lui il nipote Saverio Fanelli apprese l'arte di intraprendere nel campo della pesca), e Gennaro che, insieme a Cosimo Galati (Nochi), è ricordato come una figura leader nella comunità dei pescatori. Ma, molto probabilmente, i primi (a meno che non venga confermata la notizia relativa all'insediamento del 1790) che, dopo i monaci basiliani del primo medioevo, incominciarono a calpestare la ruvida scogliera a valle del promontorio Japigio e a nutrirsi dei suoi frutti, furono i Licci. Di essi sono rimasti in mezzo a noi i discendenti Filadelfio, che è nato a Gagliano del Capo nel 1891, e si trasferì a Leuca il 1909. ma è il padre di Licci Luigi, il marito di Anna Galati (Nochi), nato quest'ultimo a Leuca il 29 agosto 1891, a vantare forse il primato della venuta e della permanenza a Leuca.
Tra i pionieri bisogna menzionare ancora i Papa, in particolare Papa Salvatore nato a Castrignano il 20 luglio 1863, ma che troviamo a Leuca verso la fine dell'ottocento. Da questo ramo nascerà Lucia Papa che sarà moglie di Ippazio Morciano, uno dei "Teve", figlio di Salvatore Morciano ("Scesci"), il padre anche di Vito e Michele Morciano, quest'ultimo denominato "Pizzarrone". A Morciano Salvatore sono da collegare Gilberto Morciano, nato nel 1879, marito di Santa Galati e genitore di Ippazio, il più grande della famiglia e di Michele, il più piccolo, deceduto qualche anno fa, insieme con altre sorelle.
Un'altra stirpe numerosa è rappresentata dai Colaci. Essi hanno dato origine a diverse famiglie. Le più numerose sono quelle dei "Mazzocchi" e dei " Maddhune". Questi ultimi fanno riferimento a Colaci Donato, nato nel 1887 e sposato, dopo essersi trasferito a Leuca, con Annunziata Stasi. Quelli, per un ramo, fanno riferimento a Colaci Michele nato il 1878, il padre di Ciccio Colaci ("Canelupietru"), e per l'altro, a Colaci Donato, nato il 1874, padre di Ciccio ("Zzi Carlu") e Luciano ("Menelik").
Sono poi da ricordare i colonizzatori della zona ovest di Leuca, quelli dello scalo di Castrignano. Qui troviamo insediati fin dalla fine dell'ottocento i Vallo, forse provenienti da Gallipoli, e solo una parte di essi, i "mamaia", lasciarono Castrignano per trasferirsi a Leuca. Ecco, allora, un quadro complessivo e nello stesso tempo molto sintetico di questi pionieri: le famiglie dei Galati (Nochi), Colaci (Mazzocculi), Cassiano (Mori), Vallo (Mamaia), Papa, Morviano (Tevi), Licci, Stasi, Micheli, Petese, Schirinzi (Saliornu), Petracca (Passacravotti), Margarito, Pirelli, Cataldi, Riccio, Marino, Siciliano, Ferilli, Marzo, ecc.
Questi dunque alcuni dei nuclei familiari originari, quelli che rappresentano le radici di quell'albero genealogico che, variamente intrecciate, hanno generato l comunità di Leuca.
Vito Cassiano

















