Scrivono di Leuca ...

La generosità dei pescatori di Leuca

La generosità dei pescatori di Leuca

 

Interessante articolo pubblicato nel 2008 da Michele Rosafio in attesa della visita a Leuca del Papa.



Forse pochi sanno che i pescatori di Leuca oltre ad essere dei bravi uomini di mare, sono anche straordinarie persone che con il loro altruismo, generosità e spiccato senso dell’accoglienza hanno permesso di salvare vite umane, accogliere naufraghi e scongiurare tragedie.

Nel 1915, grazie al gesto di un gruppo di pescatori di Leuca, l’Italia riuscì a rafforzare il suo legame con la Francia. L’episodio è legato all’affondamento dell’incrociatore corazzato francese, Lèon Gambetta, lungo quasi 150 metri con un dislocamento di 12.550 tonnellate, che fu abbattuto con due siluri da un piccolo sottomarino austriaco, la notte dal 26 al 27 aprile, al largo della marina. In quella stessa data a Londra venne deciso, in gran segreto, l’ingresso italiano nel conflitto al fianco delle potenze dell’Intesa. L’incrociatore affondò in pochi minuti su una scialuppa che poteva ospitare non più di 52 persone, riuscirono a salirne 108. I marinai remarono per tutta la notte, fino alle prime luci dell’alba, quando giunsero in loro aiuto tre pescatori di Leuca e il semaforista Sandri, che per primo diede l’allarme. La scialuppa, che rischiava di affondare per le numerose falle, fu rimorchiata fino al porto di Leuca. Giunti nella marina, i superstiti ricevettero le attenzioni e le cure di tutta la gente del posto che si prodigò nel mettere a disposizione cibo e vestiario, in attesa dei soccorsi da Taranto e Brindisi. Nei giorni successivi, alla popolazione di Leuca e alle autorità italiane giunsero gli attestati di stima dei superstiti e delle autorità francesi. I giornali in Francia evidenziarono come l’episodio contribuì a rafforzare maggiormente l’amicizia franco-italiana. Il Pétit Parisien sottolineò: “…Al dolore che tutta la Francia proverà, si unirà il sentimento di viva gratitudine verso il popolo italiano. Non vi è francese che non ringrazi dal profondo del cuore la Nazione sorella pel suo gesto generoso…”

Altro episodio, questa volta inerente la seconda guerra Mondiale, avenne il 29 luglio del 1943. Il sommergibile Pietro Micca era nella baia di Leuca, i militari, sul ponte, avevano notato l’unità di superficie designata a scortarlo fino a Taranto quando fu attaccato con sei siluri dal sommergibile britannico Trooper. L’affondamento del Micca fu immediato. Dei 72 uomini di equipaggio 54 rimasero intrappolati tra le lamiere, 18 invece furono salvati da un gruppo di pescatori di Leuca richiamati dalla forte esplosione. La popolazione leuchese si è contraddistinta, per generosità e ospitalità, nell’autunno del 1943 quando giunsero in Puglia migliaia di jugoslavi in fuga dall’altra sponda dell’Adriatico, dopo l’occupazione dell’esercito tedesco. A Leuca, i primi profughi arrivarono l’8 gennaio del 1944 ed in breve tempo divennero circa 4000. Tutte le ville e le abitazioni disponibili vennero trasformate in ricoveri di massa. Furono organizzate le prime scuole per i bimbi e una casa per gli anziani. I profughi erano tenuti nel campo da comandi ora americani ora inglesi. La Marina di Leuca nel 1945 ospitava profughi ebrei, albanesi, tripolini, maltesi, russi e cinesi circa trenta nazionalità. Ancora una volta la popolazione di Leuca seppe abbracciare uomini, donne e bambini senza distinzione di razza e di colore sfuggiti alla guerra ed alla barbarie. Santità! Benvenuta nella terra dell’accoglienza che nella sua storia ha abbracciato l’umanità intera, e che anche nel giorno della Sua storica visita saprà ospitare, a braccia aperte, le migliaia di pellegrini e fedeli che da ogni parte giungeranno per renderLe un caloroso saluto.

Michele Rosafio

Pubblicato il 13/02/2012


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