Saluto alla diocesi Ugento - Leuca di Mons. Gerardo Antonazzo

 

 
Saluto alla diocesi di Mons. Gerardo Antonazzo
 
Ho solo tanta confusione nella mente e una sola certezza nel cuore: quella di voler fare la volontà di Dio e della Chiesa, obbedire nella fede alle disposizioni di Dio, che si rivela attraverso le mediazioni umane! Non sono migliore di nessuno, sono invece immeritevole di tutto.
 
La pubblicazione della mia nomina in concomitanza con la festa di s. Vincenzo, mi ricorda che anche l’obbedienza è una forma di martirio, perché segno sofferto di fedeltà e di docilità.
 
La coincidenza mi conferma anche nella gioia e nell’orgoglio per la mia chiesa di origine, la diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca.
 
Qui ho vissuto la prima formazione cristiana e vocazionale alla scuola della mia famiglia e del mio indimenticabile parroco, don Antonio Russo, insieme ai viceparroci della mia infanzia, don Benedetto Serino e don Leonardo Salerno.
 
Qui ho vissuto l’ingresso nel Seminario Minore, accolto dalla riservata e timida tenerezza di mons. Antonio De Vitis e incantato dall’esemplarità invidiabile e mai raggiungibile di don Tonino Bello.
 
Qui, a Ugento, ho svolto il primo ministero in Diocesi come Rettore del Seminario Minore, per poi svolgere il ministero come parroco nella due comunità, mai dimenticate, di Corsano e di Presicce.
 
Poi Santa Maria di Leuca: qui ho vissuto il mio anno sabbatico mariano, nella casa di Maria, presso il Santuario della Madonna “de finibus terrae”.
 
Oggi affido al Signore, a Maria Santissima di Leuca, e a s. Vincenzo, la gratitudine per i miei Vescovi diocesani: mons. Ruotolo che mi ha cresimato e accolto nel Seminario minore, mons. Mincuzzi che mi destinò al Seminario Romano Maggiore, mons. Miglietta che mi ha ordinato sacerdote, mons. Caliandro che mi ha consegnato alla mia prima parrocchia, mons. De Grisantis che mi ha voluto Vicario Generale, mons. Angiuli che mi ha sempre accordato grande fiducia, stima, confidenza, “fratello gemello” come egli stesso mi scriveva in una dedica.
 
Rivolgo un caro e sentito ringraziamento a mons. Carmelo Cassati dal quale ho ricevuto sempre silenzioso affetto e gentile sostegno.
 
In questi momenti, credetemi, c’è una ricerca spasmodica di puntelli, di sostegni, per cercare rimanere in piedi: io spero soprattutto che questa decisione del s. Padre sia stata accompagnata dalla mano di don Tonino, dal momento che questa nomina si colloca fra il trentesimo anno della sua ordinazione episcopale e il ventesimo anno della sua morte. Se così è, mi sento meno solo e meglio custodito.
 
Un abbraccio fraterno e impregnato di gratitudine lo rivolgo ad ogni singolo sacerdote: grazie per i vostri affetti, sentimenti, esempi di dedizione, di bella intelligenza pastorale. Il momento del distacco e, ahimè anche della partenza, è anche celebrazione del perdono: a tutti e a ciascuno chiedo scusa per quanto non ho saputo fare e donare!
 
Il mio pensiero, che vi chiedo di condividere sentitamente, carico di immenso affetto è per la mia nuova famiglia, la diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo che il Santo Padre Benedetto XVI mi affida come la sposa di Cristo da custodire nella fedeltà dell’amore, nella purezza della fede, e nella santità della speranza.
 
Sono convinto che non esistono distanze tanto profonde da poter congelare l’ amore che salda e unisce per sempre le menti e i cuori.
 
Sono debitore alla mia chiesa diocesana di origine per tutto quello che sono, dalla nascita fino a questo momento; anzi direi di più: dalla nascita fino a quando Dio vorrà, perché sono sicuro di continuare a contare sull’affetto e sulla preghiera con la quale questa mia Chiesa vorrà sempre accompagnarmi e sostenermi.
 

Pubblicato il 23/01/2013


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