Leuca - Villa Mellacqua in rovina

La proprietaria senza risorse per ristrutturarla

         L’anziana proprietaria non ha le risorse per ristrutturarla e salvarla


Leuca, Villa Mellacqua in rovina


La villa domina il lungomare da una cinquantina
di metri ed è subito riconoscibile per forma e colore

Leuca -  Villa Mellacqua, gioiello da salvare. A Leuca, dove fu eretta nel lontano 1876, ruvidamente la definiscono «Il comò sottosopra», per via della sua caratteristica forma quadrangolare che richiama, appunto, quella di un comò rovesciato, con i piedi - rappre­sentati da quattro guglie - a svettare verso il cielo. Al di là dell’originale acco­stamento, scaturito dall’ironia venata dal sottile sarcasmo, ti­pica delle genti salentine, l’edi­ficio resta uno tra i più spetta­colari esempi di un filone ar­chitettonico che, con la sua gradevole eccentricità, ha lasciato un’impronta indelebile in un tessuto urbano altrimen­ti senz’anima.

Leuca, invece, un carattere ce l’ha. Trasuda dalle note, sia pure bizzarre, delle sue ville patrizie, spesso decorate con colori sgargianti, ma che bene rappresentano le pulsioni dell’aristocrazia salentina, la quale, sul finire dell’Ottocento, trasmutava nella nuova classe borghese. Villa Mellacqua, è una delle tante residenze signorili leuca­ne, tra le più interessanti per l’unicità del suo stile neogoti­co, reso quasi fiabesco dalla sua tinta rosa pastello. Ma oggi è anche un bene da recuperare e tutelare perché porta su di sé ben evidenti i segni del tempo che i proprietari, con i loro sforzi, non sono ancora riusciti a cancellare. Eppure, se qualcuno desse loro una ma­no, sarebbe molto gradita, an­che solo per stilare un proget­to di recupero in grado di resti­tuire alla vetusta dimora la fre­schezza dei tratti di un tempo, il fascino antico offuscato dal peso dei suoi oltre 130 anni. La signora Chiara Lucia Mel­lacqua, che ha ereditato la vil­la ha cercato, da sola, di fare il possibile. «Una decina d’anni fa ho ridipinto tutte le pareti esterne - racconta - però non è servito a nulla». L’edificio sorge a una cinquantina di metri dal mare e la salsedine è un nemico infame. «Da sola non c’è la faccio - si sfoga la signora Mellacqua - . Non sarebbe male se qualcuno ci venisse in soccorso. Il Comune di Castrignano del Capo vuole solo prendere da Leuca e non dare, quindi, non è saggio aspettar­si qualcosa di buono. Quest’an­no, poi, ci si e messo anche il mare sporco. Se perdiamo an­che quello, che è la nostra risorsa più importante, è finita davvero».

Si stopperebbe sul nascere anche il progetto che la famiglia Mellacqua sta portando avanti per adibire il secondo piano della villa a bed & breakfast. «È doloroso sentire la gente lamentarsi - confessa Chiara Lucia - perché il mare è brutto. Sono tutti spaventati, arrabbiati, non sanno cosa suc­cede e nessuno sa spiegarci il perché, neppure le istituzioni. Non era mai accaduta una cosa del genere e speriamo che sia un episodio passeggero». La signora Mellacqua trascorre nella sua splendida dimora qualche settimana in estate, poi se ne torna nella sua Montesano, paese del Capo dove ha le sue radici. A Maggio apre i cancelli ai primi turisti che raggiungono il Finibus Terrae per «Ville in festa», l’iniziativa che mette in mostra le antiche residenze leucane. «Consentia­mo l’accesso al solo giardino, le stanze restano chiuse, poi quando è tutto finito, me ne torno a Montesano», spiega la proprietaria. Villa Mellacqua si trova a Leuca in via Tommaso Fuortes e domina il mare da una colli­netta che dista circa cinquanta metri dalla costa. E’ una delle più belle ville patrizie che punteggiano la marina di Castrignano del Capo. Fu edificata, su progetto dell’ingegnere Giuseppe Ruggieri, nel 1876.

Antonio Della Rocca - corriere del mezzogiorno
 

Pubblicato il 13/07/2009


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