Leuca - Un medico salentino ha sconfitto il dolore

Luca Occhilupo, farmacista figlio d'arte

Leuca - Un medico salentino ha sconfitto il dolore
 
 
 
di MAURO CIARDO

SANTA MARIA DI LEUCA - Migliora la cura del dolore grazie alle ricerche di un giovane farmacista salentino. Sono tanti i ricercatori made in Salento e continuano a farsi onore lontano da casa Grazie agli studi di Luca Occhilupo, farmacista di 24 anni uscito dall’università di Bologna, si è capito come è possibile aumentare la ricezione oppioide sulla membrana cellulare, abbattendo i tempi di permanenza del dolore patologico. Occhilupo è figlio d’arte (anche suo padre Gino è un farmacista) e si è laureato a pieni voti bruciando le tappe nella città emiliana. Lo stesso rettore Ivano Dionigi si è complimentato con lui per aver portato avanti una ricerca sperimentale nonostante le difficoltà finanziarie dell’ateneo. Il giovane professionista ha focalizzato la sua attenzione sull’interazione tra neuroni e glia, visto che i fattori solubili secreti sia dalle cellule neuronali che da quelle gliali si influenzano a vicenda, osservando che la glia può essere attivata da numerosi stimoli infiammatori dovuti a infezioni batteriche, danni cellulari o traumi, producendo moltissime citochine e chemochine. Di pari passo ha studiato gli effetti della morfina.

«Nel dolore cronico come quello neuropatico - ha osservato il medico - la morfina e altri analgesici oppioidi sono pressoché inefficaci anzi, la morfina è addirittura controproducente perché determina un aumento della percezione dolorosa invece dell’azione analgesica» Occhilupo ha voluto quindi valutare l’espressione del recettore oppioide mu (Mor) nelle cellule gliali. «Aumentando l’eccitabilità neuronale - ha dimostrato Occhilupo - le cellule immunitarie gliali non neuronali sono implicate nel mantenimento del dolore patologico. In cellule di glioblastoma umano U87-Mg, che esprimono una minima quantità di recettori oppioidi sulla loro membrana cellulare, la citochina pro infiammatoria Tnf-alfa aumenta i livelli di mRna del recettore Mor in modo dipendente dalla concentrazione e dal tempo, di conseguenza aumentano i recettori oppioidi sulla membrana cellulare. La stessa cosa avviene con l’Lps (un lipopolisaccaride che si trova sulla parete esterna dei batteri gram negativi e che con la sua tossicità innesca il sistema immunitario) che aumenta i livelli di messaggero del recettore oppioide Mor in maniera anch ’essa dipendente da concentrazione e tempo». La differenza sta proprio nel tempo, perché con il Tnf-alfa l’aumento dei livelli di mRna avviene già nelle 24 ore, nel secondo esperimento in 48 ore. Grazie a questo studio, che per la prima volta ha individuato un’espressione basale di recettori Mor anche nelle cellule di glioblastoma umano U87-Mg, i tempi di ricezione dei farmaci calmanti vengono dimezzati, inoltre si potranno utilizzare gli analgesici oppioidi anche per combattere il dolore neuropatico.

«Si apre uno scenario diverso per i pazienti - annuncia il ricercatore leucano - ora bisogna approfondire l’azione della morfina sulla glia attivata e l’attività dei recettori che una volta bloccati fanno diminuire il dolore potenziando l’azione analgesica della morfina stessa. È stato studiato un aspetto che in futuro permetterà di esplorare un territorio in gran parte sconosciuto - conclude Luca Occhilupo - quello dell’interazione tra glia e neuroni». 
 
fonte foto : gazzetta del mezzogiorno

Pubblicato il 05/01/2011


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