Leuca - Torna alla ribalta la questione Porto Turistico

Nuovo scontro sul fronte del porto

LEUCA -  LA COLACIMARE «CHIAMA» IL PREFETTO: «IL CONCESSIONARIO OPERA, MA NOI ATTENDIAMO ANCORA I POSTI BARCA»


Nuovo scontro sul fronte del porto «I patti non sono stati rispettati»
«Siamo sull’orlo del baratro, costretti a lasciare a casa 16 dipendenti»


Leuca : Torna alla ribalta la questione porto turistico di Leuca .

«Gli accordi sul porto non sono stati rispettati e la nostra azienda è sull'orlo del fallimento». Non usa mezzi termini Paolo Colaci, amministratore della Colacimare, che lamenta la mancata attuazione degli accordi siglati in Prefettura lo scorso 26 novembre.   Come si ricorderà, al momento dell’ingresso in porto del nuovo concessionario, la Porto Turistico, di cui è socio di minoranza il Comune di Castrignano del Capo, ci furono scontri davanti alla banchine che portarono al ferimento di cinque persone. Oggetto del contendere la cessione per cinquant'anni dell’intero bacino portuale alla Porto Turistico, con atto concessorio della Regione Puglia. Pescatori e vecchi operatori portuali, per nulla contenti, diedero vita ai blocchi per impedire l’ingresso del nuovo gestore. Il prefetto Mario Tafaro mediò tra le varie posizioni e in Prefettura fu stabilito di lasciare libere le aree per l’ingresso del nuovo concessionario, che le maestranze delle vecchie società sarebbero state assorbite dalla Porto Turistico e che entro dieci giorni da quella data i contendenti si sarebbero ritrovati grazie a un tavolo convocato dal Comune. «Di tutto quanto stabilito è avvenuto solo l’ingresso del nuovo concessionario - lamenta Colaci - mentre tutti gli altri impegni sono stati disattesi. Non è mai stata convocata alcuna riunione per stabilire il destino degli operatori portuai e anche i pescatori da allora non hanno avuto nessuna certezza, inoltre sono spariti i 30 metri di banchina destinati per legge all’imbarco e sbarco dei passeggeri, con gravi rischi per tutte le attività del settore come la nostra».
   E ancora. «La nostra società è ormai allo stremo - sostiene Colaci - siamo stati costretti a lasciare a casa 16 operai e molti dei nostri clienti stanno abbandonando il porto di Leuca verso altri lidi come Gallipoli, Torre Vado, Torre Pali e addirittura la Grecia». Le richieste di Colaci sono precise. «La nostra ditta opera dal 1993 in attività di noleggio e ormeggio barche - spiega - chiediamo che ci vengano assegnati 180 posti barca, fermo restando la titolarità delle banchine alla Porto Turistico, per prestare il servizio sui natanti di nostra competenza. Quello che reclamiamo è solo il diritto a poter lavorare. Oggi siamo esposti con le banche e tra poco, se le istituzioni non sbloccheranno la situazione, saremo costretti a vendere il capannone industriale e i terreni di famiglia. Chiediamo al prefetto di riconvocare il tavolo per dare adempimento agli accordi siglati. Se la situazione di stallo continuerà - annuncia - siamo pronti a presentare un’ampia documentazione alla Procura, perché la giustizia faccia luce sulle modalità di affidamento».

mauro ciardo

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 Da ricordare che il  15 aprile sono scaduti  i termini per la presentazione delle offerte per l'esecuzione dei lavori del primo lotto di ampliamento ed i lavori dovrebbero iniziare nel più breve tempo possibile.

leucaweb


Pubblicato il 21/04/2009


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