Leuca - scarichi sospetti nel porto

Denunciate due persone

LEUCA INTERVENTO DELLA SEZIONE OPERATIVA NAVALE DELLA FINANZA


Scarichi sospetti nel porto sigilli a un’area demaniale

  SANTA MARIA DI LEUCA. Un’area demaniale nel porto finisce sotto sequestro e ora si teme per l’inquinamento del mare dovuto agli scarichi di un pozzetto. Si è conclusa con un sequestro e con la denuncia di due persone un’operazione della sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Gallipoli. Durante un controllo i militari hanno scoperto che sul'area demaniale del molo leucano sarebbe stata esercitata illegalmente l’attività di rimessaggio in assenza delle obbligatorie autorizzazioni. Il fascicolo relativo è stato depositato negli uffici della procura della Repubblica e le segnalazioni hanno riguardato il sindaco di Castrignano del Capo, Antonio Ferraro (un atto dovuto poiché il Comune è concessionario dell’area demaniale) e del presidente della cooperativa Pesca e Turismo, Michele Vallo, che avrebbe esercitato abusivamente l’attività di cantieristica navale tramite l’utilizzo di un carro ponte per l’alaggio ed il varo di imbarcazioni da pesca e da diporto. La gru, questo va detto, dopo i sigilli è stata dissequestrata su disposizione dell’autorità giudiziaria. Sotto sequestro resta invece l’area demaniale. Nel corso dell’ispe zione le fiamme gialle hanno notato che i rifiuti derivanti dalla pitturazione dei natanti sarebbero stati stoccati in un serbatoio interrato. Il vano, del volume di circa cinque metri cubi, una volta riempitosi fino all’or - lo non sarebbe stato svuotato, ma i liquidi sarebbero stati lasciati defluire verso il mare. Sulla pericolosità di tali fluidi dovrà essere l’Arpa ad esprimersi. In altre operazioni sul territorio di competenza, i finanzieri hanno elevato verbali per l’utilizzo di un’area demaniale in difformità della concessione ottenuta, e per la mancanza di autorizzazione per l’immissione in mare dell’acqua di dilavamento di un’area, adibita a movimentazione mezzi.

Pubblicato il 04/03/2009


Condividi: