Leuca - S.S. 275 Maglie - Leuca

Riecco il viadotto mostro. 26 piloni nella strada parco.

MAGLIE-LEUCA  - BRUTTA SORPRESA NEL PROGETTO DELLA 275 APPROVATO DALL’ANAS.

A RISCHIO UN PAESAGGIO UNICO
Riecco il viadotto-mostro «È un colpo al territorio»

Insorge il primo cittadino di Alessano: «Altro che strada-parco. Perché i 26 piloni sono ricomparsi?»

 A L E S S A N O. Il sindaco di Alessano, Luigi Nicolardi, non vuole essere frainteso: «La strada serve - sottolinea - ma quel viadotto con 26 piloni deve essere eliminato. E’ assurdo che L’Anas non abbia esaminato un chiaro documento di 12 sindaci del marzo del 2007». Nicolardi è architetto, sindaco di una cittadina deliziosa in un’area di pregio ambientale a poca distanza da Leuca. 
Da anni, come i suoi colleghi e le popolazioni del Capo di Leuca, si aspetta l’am modernamento della statale 275, una brutta strada che da Scorrano arriva a Leuca e che ha provocato la morte di decine di persone. Petizioni, proteste, richieste di soldi, pressioni di ogni genere per convincere regione e diversi governi a dichiarare prioritaria l’opera. E’ durata sei anni la lotta dei comuni e dei diversi comitati di protesta che si sono formati e riformati negli anni. Finalmente, qualche giorno fa, la decisione del consiglio di amministrazione dell’Anas: i soldi, circa 288 milioni, ci sono, si può procedere con l’appalto. 
Sono tre i lotti dell’infrastruttura. Il primo riguarda il tratto della tangenziale est di Maglie, con il miglioramento dell’attuale tracciato, la realizzazione di due complanari, il potenziamento di tutti gli svincoli e la realizzazione di alcune rotatorie; il secondo tronco prevede l’adeguamento del tratto Scorrano-Montesano.Fin qui tuttid’accordo, sindaci e gruppi di pressione, tra i quali gli ambientalisti, che a vario tittolo hanno partecipato al dibattito sull’infrastr uttura. 
E’ sul terzo tronco che si abbattono le critiche di Nicolardi. «Occorre conciliare - aggiunge - le ragioni della sicurezza con la giusta esigenza di tutelare le peculiarità ambientali. Abbiamo sempre insistito con la richiesta di un’arteria a basso impatto ambientale. In una certa fase si è parlato di strada-parco, proprio per tutelare uno dei territori più belli del Salento. La decisione dell’Anas ci delude e deve essere rivista».  L’Anas dice che il viadotto, lungo 500 metri, è necessario «per scavalcare la ferrovia Sud-Est e la strada per San Dana». I 26 piloni sono addossati alla collina delle Serre che si estende verso il mare di Leuca. Un brutale stravolgimento del paesaggio di straordinaria bellezza caratterizzato da boschi di ulivi che si estendono fino al mare. Percorrendo i viottoli rurali che s’intersecano in ogni direzione, si presentano agli occhi del visitatore alberi secolari, antichi muretti a secco, rocce affioranti che fanno da corona ai tronchi degli ulivi e vegetazione mediterranea. Questa parte del Salento piace in modo particolare ai turisti del Nord Europa, inglesi e scandinavi in testa. Il viadotto rappresenta una violenza inutile e un colpo a tradimento contro un paesaggio sublime. 
L’ultimo tratto della strada è di circa tre chilometri. Poco interessato al traffico, escluso i mesi estivi. Il viadotto è solo uno spreco di soldi e di territorio. «Su questo punto eravamo tutti d’accordo, senza contrapposizione politica - rileva Nicolardi - Cosa è successo? Perché l’Anas ha dato il via libera all’appalto senza la modifica?
Quale fine ha fatto l’ac - cordo tra i sindaci?». Domande legittime. Opporsi al viadotto non contrasta con l’ammo - dernamento della 275. «E’ una battaglia di buon senso - chiude Nicolardi - chiederò ai colleghi sindaci di non abbassare la guardia. Il territorio è la nostra unica ricchezza».
 

 

Pubblicato il 30/09/2009


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