Leuca - Protesta contro il nuovo lido

Mille firme contro il nuovo stabilimento

SANTA MARIA DI LEUCA SI INTENSIFICA LA PROTESTA CONTRO IL LIDO SULLA SCOGLIERA. DOMENICA FOLLA AI BANCHETTI DELLA PETIZIONE


Mille firme contro il nuovo stabilimento

 

«Questa concessione elimina l’ultima porzione di litorale destinata alla libera balneazione»

 SANTA MARIA DI LEUCA. In massa davanti ai tavolini per firmare la petizione contro le nuove concessioni. Sono almeno mille le sottoscrizioni raccolte domenica scorsa, sul lungomare Cristoforo Colombo, a sostegno dell’appello lanciato dal comitato spontaneo di cittadini che al grido di «Fermati e firma» cerca di sensibilizzare le istituzioni pubbliche contro il rilascio di nuove concessioni ai lidi balneari.
   Il caso è scoppiato a metà febbraio, quando un gruppo di residenti sostò sul lungomare per protestare contro l’apertura di un terzo stabilimento sulla scogliera, tra quelli già esistenti del Lido Azzurro e Lido Giulia. «Una concessione che chiude o elimina quasi del tutto gli spazi destinati alla libera balneazione - lamentano i promotori della raccolta firme - con l’apertura di questo stabilimento viene preclusa ogni possibilità di accesso al mare ai diversamente abili e agli anziani, che qui potevano sostare nelle antiche bagnarole». La scogliera si trova a ridosso del lungomare, nel tratto che va dalla torre dell’Omo Morto a «Le Terrazze», il noto locale della movida salentina degli anni '60, prima abbattuto e poi ricostruito. Direttamente sugli scogli, nel XIX secolo vennero scavate diverse bagnarole, di pertinenza delle ville gentilizie che sorgono ancora oggi sul lungomare, poi chiuse da costruzioni che le onde del mare hanno abbattuto nel corso degli anni (tranne le due presenti di fronte all’hotel Terminal). Quegli spazi privati, crollate le costruzioni, sono passati al demanio e quindi nell’area delle nuove concessioni. «La nostra non è una battaglia contro i concessionari che oggi stanno creando il lido balneare - tengono a precisare i manifestanti - ma chiediamo una regolamentazione, perché non è possibile che per il profitto di pochi vengano esclusi i diritti di tanti, soprattutto di quanti, afflitti da handicap motori, per decenni hanno potuto fare il bagno proprio in questi luoghi». Il comitato ha già ricevuto l’appoggio di un’associazione di Miggiano e domenica molti firmatari provenivano dai paesi limitrofi. 
 

Mauro Ciardo
 
  
  
   
 

Pubblicato il 17/03/2009


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