Leuca - Litoranea per il Ciolo chiusa

La difesa della Provincia e del Comune di Gagliano

LITORANEA CHIUSA - LE PUNTUALIZZAZIONI DEGLI ENTI DOPO LE POLEMICHE DEI COMMERCIANTI 

 
  Litoranea chiusa, si difendono la Provincia e il Comune

Leuca -  «Abbiamo chiuso la provinciale 358 per garantire la sicurezza, ora chi deve intervenire lo faccia anche coattivamente».  L’assessore provinciale all’edilizia stradale, Massimo Como, interviene dopo le polemiche degli operatori commerciali danneggiati dalla chiusura della litoranea tra Leuca e il Ciolo.  Una misura adottata dopo la segnalazione di massi pericolanti che costeggiano la strada.  Giorni fa vennero rimossi con gli esplosivi quelli nella caletta naturale, a spese del Comune, ora tocca a due macigni in altrettante proprietà private.  «La Provincia non può agire sostituendosi a chi ha la competenza per farlo – sostiene Como - a chi, per legge, ha la possibilità di intervenire istantaneamente su una proprietà privata. La provinciale “delle Terme salentine” è stata chiusa al traffico solo ed esclusivamente per un responsabile senso della sicurezza e dell’incolumità di chi la attraversa quotidianamente, che certamente non può assistere giornalmente ai crolli del promontorio sovrastante la strada provinciale, in località Aspro, di proprietà di   privati cittadini. Posta davanti a tutto l’incolumità di residenti, villeggianti e turisti sempre più numerosi che in questi mesi affollano la zona, l’amministrazione provinciale sin dal primo giorno di chiusura dell’arteria è pronta a riaprirla immediatamente, se chi ha titolarità e competenza per far effettuare i lavori, anche coattivamente rivalendosi sui privati – conclude l’assessore - dovesse portare a termine questo percorso di necessaria messa in sicurezza».  Il riferimento è ovviamente al Comune. E in replica interviene il sindaco Antonio Buccarello.  «Sono state emesse due ordinanze nei confronti dei privati per obbligare alla demolizione – ha evidenziato il primo cittadino – purtroppo ci sono tempi da rispettare durante i quali il privato potrebbe anche presentare ricorso, ovviamente ci auguriamo di no. Oltrepassati i termini, siamo pronti a intervenire coattivamente, nel frattempo abbiamo inviato alla Provincia una planimetria per far restringere l’area di interdizione solo al sito interessato. Occorre avere ancora un po’ di pazienza – ha concluso – per garantire la sicurezza di tutti».  

mauro ciardo

Pubblicato il 24/06/2010


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