Leuca - La Igeco contesta le affermazioni di Salvatore Schina

"Sulla gestione del porto solo falsità"

LEUCA - LA IGECO CONTESTA LE AFFERMAZIONI DELL’EX ASSESSORE SALVATORE SCHINA
   «Sulla gestione del porto si raccontano solo falsità»  
  «I requisiti della Porto turistico sono stati ampiamente dimostrati» 
       


SANTA MARIA DI LEUCA -  «Dal consigliere Schina solo falsità sulla gestione del porto».    La società mista Porto Turistico, composta dal socio privato di maggioranza Igeco e dal Comune per la quota minoritaria, respinge le accuse giunte dai banchi dell’opposizione attraverso l’ex assessore Salvatore Schina, che aveva distribuito una «lettera alla cittadinanza».    Nella missiva composta da otto facciate, Schina tra le altre cose accusava la Igeco di non aver avuto i requisiti tecnici richiesti dal bando ma di essere comunque diventata socio privato del Comune, che la procedura di gara era illegittima, di aver versato con anni   di ritardo il 70 per cento della quota azionaria, e di essersi rifiutata di pagare al Comune 80 milioni di vecchie lire facendo condannare l’Ente al pagamento di 3 milioni e mezzo di euro. La società ribatte punto su punto. «I requisiti sono stati dimostrati dalle referenze   apportate dai consulenti esterni Massimo De Notti e Marzio Bonomo - spiegano dalla Porto turistico - inoltre il ruolo di direttore del porto viene svolto da diversi anni dal presidente del consiglio di amministrazione, Flavio Deveglia, che ha sommato alla sua carica sociale questa funzione per evitare l’aggravio di costi. La gara - viene aggiunto - non fu illegittima perché il Comune ricorse alla procedura accelerata   sollecitato dal Ministero dei trasporti e della navigazione, mentre la pubblicità al bando è stata data sulla Gazzetta ufficiale europea». «Riguardo al versamento dei sette decimi di quota - si prosegue nella replica - la Igeco è stata perfettamente adempiente, versandoli sollecitamente non appena gli stessi sono stati richiamati dal consiglio di amministrazione».   Infine la nota sui milioni di euro di risarcimento. «La documentazione fornita nel corso del procedimento civile - concludono dalla società - ha inequivocabilmente dimostrato l’effettivo atteggiamento ostativo del Comune e il danno subito dalla Porto turistico».   

mauro ciardo
 

 

in allegato il comunicato ufficiale 
 
 
 
 


Pubblicato il 25/08/2010


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