Leuca - La Ex- Scarciglia alla Provincia

Il Consiglio di Stato mette fine alla lunga vicenda

 SANTA MARIA DI LEUCA -  LA NUOVA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO SCRIVE LA PAROLA FINE SOTTO LA VICENDA

Via tutti, la «Scarciglia» alla Provincia - Sospeso il provvedimento del commissario che aveva affidato alla Igeco la ex colonia


SANTA MARIA DI LEUCA -  La Provincia vince al Consiglio di Stato la sua battaglia per la colonia Scarciglia e manda a casa tutti i concorrenti. La quinta sezione di palazzo Spada ha accolto il ricorso presentato dall’amministrazione guidata da Antonio Gabellone e difesa dall’avvocato Pietro Quinto, sospendendo il provvedimento con cui il commissario nominato dalla Prefettura aveva aggiudicato all’Impresa Igeco i lavori di trasformazione della struttura.  Una storia ricca di colpi di scena quella dell’ex colonia antitubercolare, sorta nel 1928, che sarebbe dovuta diventare un albergo extra lusso con beauty farm. Nel 1996 è passata dal Demanio alla Provincia. Nel 2002 una gara per l’apertura di un museo del mare venne vinta dall’Apuliae, che fa capo alla   Imsi del finanziere Roberto Colaninno, e la volontà di costruire l’al - bergo e il centro benessere. Nel 2004 ci fu l’avvio dei lavori, bloccati l’anno dopo con il sequestro per presunto abusivismo e la successiva assoluzione di tutti gli indagati. La Igeco di Tommaso Ricchiuto, seconda in graduatoria, presentò un ricorso al Consiglio di Stato, che le   diede ragione, mentre il Demanio chiedeva la restituzione del bene perché non era stato rispettato il contratto di cessione. A dicembre 2009, la Giunta Gabellone scelse di annullare tutta la gara ritenendo viziato il bando originale, ma il commissario chiamato a eseguire la pronuncia del Consiglio di Stato, Luigi Cagnazzo, decise di affidare comunque la strut   tura alla Igeco. Da qui, l’altro ricorso della Provincia e l’ulteriore intervento dei giudici romani, che hanno sospeso il provvedimento commissariale e ieri hanno confermato la linea seguita dall’amministrazione Gabellone. «La singolarità della situazione – ha evidenziato l’avvocato Quinto – è che il commissario non ha tenuto in alcun conto il fatto che la Provincia aveva autonomamente annullato l’intera gara e quindi non era possibile procedere a un’aggiudicazione di qualcosa inesistente. Uno dei motivi che ha indotto Gabellone ad azzerare il procedimento – ha aggiunto - è stato che per un verso il Demanio ha contestato la legittimità dell’iniziativa della Provincia di destinare l’ex colonia ad albergo e per l’altro che il giudice penale ha censurato le deliberazioni della Giunta e del consiglio provinciale in contrasto con le finalità del contratto stipulato tra Provincia e Demanio».    

mauro ciardo
 
 
 
 


Pubblicato il 01/07/2010


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