Leuca - Insegnante precaria pagata a singhiozzo

In servizio presso la scuola elementare di Leuca

CASTRIGNANO DEL CAPO:  UNA MAESTRA ELEMENTARE SEGNALA LA MANIERA ASSOLUTAMENTE IRREGOLARE CON CUI PERCEPISCE LE MENSILITÀ


Insegnante precaria con lo stipendio a singhiozzo

 

«Ho lavorato per mesi sopportando spese. Non capisco come possa accadere in una scuola statale»


Leuca -  Crolla, anche fra le fila degli statali - i garantiti per eccellenza - il mito dello stipendio sicuro, legato a quel «27» cha ha fatto tanto «letteratura». 
  Ne sa qualcosa un’insegnante precaria della scuola elementare di Castrignano del Capo (in servizio a Leuca), la professoressa Anna Maria Martella, che ha deciso di chiedere aiuto a «Pronto Gazzetta». Uno stipendio, il suo, che arriva a destinazione - quando arriva - in maniera piuttosto bizzosa. A volte a mesi alterni, a volte niente affatto.
   Ed ecco, a seguire, la lettera che la docente ha inviato in redazione:
   «Gentile redazione, sono un'insegnante precaria di scuola elementare. Sono stata assunta a settembre di quest'anno con regolare contratto. Il mio normale stipendio non è mai arrivato tutto intero. Ho messo a conoscenza la segreteria della scuola di queste strane buste paga (arrivavano a mesi alterni e con importi non corretti; sembrava che lavorassi a cottimo). Intanto ho lavorato per mesi sopportando molte spese (automobile, benzina, eccetera) in attesa che si chiarisse la faccenda. A gennaio, stufa di questa situazione, mi sono rivolta alla Dirigente scolastica, la quale non era al corrente di questo. Attualmente ancora lavoro e lo stipendio ancora si blocca. Non capisco come mai può accadere questo in una scuola statale. Siamo in aprile e non ho ricevuto uno stipendio decente. Potete aiutarmi a risolvere questo pasticcio o errore tecnico (così' e' stato chiamato)?».
   A chi compete la risposta? La professoressa Martella ne ha cercata una in tutti questi mesi, ma il problema non si è risolto. La segreteria della scuola, riferisce la stessa insegnante, sostiene che i ritardi e i disservizi debbano essere cercati nelle stanze del Ministero del Tesoro. Da Roma, invece, sostengono di non aver ricevuto i certificati attestanti il servizio. Certo è che l’insegnante ha prestato la sua opera da settembre a dicembre dello scorso anno senza percepire un solo centesimo. A gennaio e a febbraio, invece, qualche parvenza di remunerazione c’è stata e poi più nulla, fino ad oggi. 

fonte: gazzetta del mezzogiorno
 
 
  
  
   
 

Pubblicato il 16/04/2009


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