Leuca - Ex Colonia Scarciglia

Il comune esalta - Intervento del Sindaco

 COLONIA SCARCIGLIA - L’AMMINISTRAZIONE DI CASTRIGNANO DEL CAPO ACCOGLIE CON FAVORE LA DECISIONE DI PALAZZO DEI CELESTINI 


  E il Comune ora esulta
  Il sindaco Antonio Ferraro: «Chi gestirà il bene? Ci siamo anche noi» 

 SANTA MARIA DI LEUCA. Tra i due litiganti sarà forse il Comune di Castrignano del Capo a godere.  Almeno questa è la speranza che nutre il sindaco Antonio Ferraro, che giudica positivamente l’annullamento del bando di gara da parte della Provincia e spera in una disposizione che gli consenta di esercitare il diritto di prelazione sul bene. «Alla luce di tutto quello che è successo – commenta il primo cittadino – penso sia stato meglio azzerare tutto. Se devo giudicare quale tra i due progetti, quello della Apuliae e quello della Igeco, sia stato il migliore, senza dubbio la scelta ricadrebbe sul primo, visto che prevedeva un investimento di oltre trenta milioni di euro, mentre la società di Ricchiuto avrebbe investito solo due milioni».   Ora il Comune scalda i muscoli perché vuole essere protagonista e non lasciarsi sfuggire l’occasione della gestione di quello che considera   uno dei gioielli di Leuca. «Abbiamo più volte ribadito che non potevamo sopportare lo scempio di una struttura abbandonata in uno dei luoghi più belli del Salento – sottolinea Ferraro – ora attendiamo le prossime mosse di Demanio e Provincia e intanto revocheremo il permesso a costruire rilasciato a suo tempo a Colaninno. Certo – ammette – vedremo come si muoveranno gli enti superiori perché vorremmo esercitare il diritto di prelazione sull’immobile, se ce lo consentiranno le disposizione di legge in materia di federalismo fiscale in odore di approvazione. Articoli che dovrebbero permettere il passaggio gestionale dei beni demaniali direttamente ai comuni. Su questo fronte – chiosa – credo ce la giocheremo alla grande».  Dunque Castrignano del Capo osserva fuori dal ring, in attesa di addentare il boccone più succulento, mentre la lite tra i duellanti potrebbe continuare.  «Come la Apuliae ha chiesto il risarcimento danni, così credo farà la Igeco nei confronti di Demanio e Provincia. Noi aspettiamo fiduciosi – conclude Ferraro – per non perdere una grossa occasione di sviluppo per   il nostro territorio».  

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COLONIA SCARCIGLIA - LE VICENDE DEL CENTRO
  Una «terrazza» sul mare di carte bollate 

LEUCA - Costruita nel 1928 in piena epoca fascista come colonia per il ricovero dei malati di tubercolosi, la Scarciglia (che ha preso il nome del suo donatore) è stata utilizzata come istituto gestito da un ordine religioso fino ai primi anni ’60 del XX secolo.  Di proprietà del Demanio, è stata abbandonata per molti decenni fino al 1996, quando la Provincia chiese di entrarne in possesso acquisendola al suo patrimonio due anni dopo.  Nel momento della cessione, il ministero delle Finanze precisò che la destinazione d’uso doveva essere di utilità sociale e vendette il bene per un miliardo e mezzo di vecchie lire, la metà del prezzo stimato.  Nel 2002 Palazzo dei Celestini decise di affidare la colonia con un bando di gara a un soggetto privato che garantisse l’apertura di un museo del mare. Come contropartita veniva consentita la realizzazione di una struttura alberghiera.   La Apuliae, amministrata da Fabrizio Quarta, vinse con il suo progetto di beauty farm a cinque stelle e nel 2004 avviò i lavori, che prevedevano la demolizione della muratura interna e il mantenimento della facciata che domina l’istmo di Punta Meliso, sulle grotte Cazzafri.  Un sopralluogo dei carabinieri del 15 marzo 2005 mise i sigilli al complesso e si aprì un’inchiesta per abusivismo edilizio, seguita da un processo che portò all’assoluzio - ne di tutti gli indagati. Nel marzo 2006 il Consiglio di Stato, su ricorso presentato dalla Igeco, arrivata seconda nella gara bandita dalla Provincia, decise di ribaltare la graduatoria ai danni della   Apuliae, mentre si apriva un contenzioso tra Provincia e Demanio che pretendeva la restituzione dell’immobile. Nel dicembre dello scorso anno la Giunta Gabellone ha deciso di avviare il procedimento di annullamento del bando ritenendolo viziato,   concludendo l’iter settimana.   la scorsa    

mauro ciardo
 
 
 


 
 
 

Pubblicato il 05/05/2010


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