Leuca - Degrado della marina

La presidente della Pro Loco accusa le istituzioni pubbliche

SANTA MARIA DI LEUCA. «La marina versa nel degrado, peggio di Kabul dopo un bombardamento».


Leuca - A puntare l’indice contro le condizioni in cui versa la “Perla dei due mari” è la presidente della Pro Loco, Maria Luisa Sangiovanni, che accusa le istituzioni pubbliche di aver abbandonato la località al suo destino nonostante rappresenti una delle meraviglie del Salento. Leuca è una tra le più note località balneari d’Italia. D’estate conta almeno 50mila presenze ma d’inverno i residenti ammontano a un migliaio. Cittadini che pensano di vivere in una sorta di “terra di nessuno”. «Programmazione urbanistica qui?» ironizza la Sangiovanni mentre accompagna il cronista un pomeriggio di inizio dicembre «guardi un po’ le strade, in alcuni punti non esiste quasi più l’asfalto, le buche hanno invaso le carreggiate e non esistono marciapiedi». In effetti la macchina fotografica cattura quello che le parole annunciano. Su via Torre, dietro alla cinquecentesca torre dell’Omo morto, nessun marciapiede, soltanto erba rigogliosa. Stessa cosa su via Tommaso Fuortes, dove affacciano ville liberty importanti come quelle dei Mellacqua e degli Episcopo. Nessun marciapiede, solo cemento dissestato dalle radici degli alberi, se non una buca circolare dove manca un tronco. Non certo l’ideale per i pedoni, soprattutto mamme con passeggini, anziani e diversamente abili. «Ogni sera questa strada (riferendosi a via Fuortes) importante per la viabilità perché è la parallela al lungomare Cristoforo Colombo – stigmatizza la responsabile della Pro Loco – resta al buio. Spenta anche la lampada del faretto al molo foraneo del porto – elenca ancora tra i tanti segni del degrado – mentre non esiste alcun tipo di rispetto per i regolamenti circa piazza Mercato, dove i chioschi estivi restano installati tutto l’anno e non si vede nessuna cura del verde. Solo abbandono e miseria». I “mali” di Leuca purtroppo continuano. «Lavori edilizi dappertutto, maestranze che se ne fregano delle leggi e scaricano per strada le acque di lavaggio, case che spuntano come funghi senza dare uno sviluppo armonico, vi sembra sviluppo tutto questo?  Anche il muretto di Punta Ristola è crollato – aggiunge Sangiovanni come ciliegina sulla torta – ma nessuno se ne occupa». Leuca amministrativamente è frazione del Comune di Castrignano del Capo ed è agli amministratori locali che la Pro Loco chiede maggiore interesse. «Come residenti ci sentiamo presi in giro – conclude la presidente – se la località fosse stata in mano di altri enti chissà come avrebbe spiccato il volo». Sembra quasi un paragone con il degrado della marina di Casalabate, prima amministrata dal Comune di Lecce e ora in attesa di riqualificazione dopo il passaggio ai comuni di Trepuzzi, Campi Salentina e Squinzano.  Leuca non merita tutto questo ma da “Regina” del Salento sembra declassata a “Cenerentola”.

mauro ciardo

 

Pubblicato il 13/12/2010


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