Leuca - Ancora sulla S.S. 275

Gabbellone apre al dialogo con il "fronte del No"

SANTA MARIA DI LEUCA -  S’INTENSIFICA IL DIBATTITO POLITICO DOPO IL VIA LIBERA DEL TAR ALLE QUATTRO CORSIE
  Statale «275», Gabellone rilancia il dialogo il «fronte del no» ci pensa ma affila le armi 
 

di MAURO CIARDO 

SANTA MARIA DI LEUCA - «Vogliamo togliere qualunque ostacolo alla realizzazione della 275, Vendola non agisca contro i cittadini». Si è tenuta ieri mattina a palazzo Adorno la conferenza convocata dal presidente della Provincia, Antonio Gabellone, a cui hanno partecipato il legale Pietro Quinto, il capogruppo Pdl, Biagio Ciardo, e l’assessore provinciale ai trasporti, Bruno Cuccarese.  L’altro giorno dal Tar è arrivato il via libera alla cantierizzazione delle quattro corsie da Maglie a Leuca, quando sono stati respinti tutti e sei i ricorsi presentati da Regione, Comune di Alessano e associazioni ambientaliste che intendevano bloccare il tracciato all’altezza di San Dana. Contestualmente è arrivato il contrattacco del Governatore Nichi Vendola che, supportato dal comitato “Ss 275” ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. «Sono soddisfatto del risultato – ha commentato Gabellone - ora bisogna proseguire a rimuovere tutti gli ostacoli che possono pregiudicare l’opera. Quanto annunciato da Vendola va contro la volontà dei salentini». La Regione però tira dritto. «Auspichiamo che il Tar pubblichi presto le motivazioni - interviene il vicepresidente Loredana Capone - e ci auguriamo che per l’appello al Consiglio di Stato l’avvocato Giovanni Pellegrino (legale per la Regione   che ha annunciato l’abbandono, ndc) cambi idea e continui a sostenere le ragioni e l’equilibrio tra sviluppo e ambiente. E’ questa la bussola che ha sempre orientato le nostre scelte, la stessa che ha fatto firmare nel 2007 un accordo all’unanimità tra tutte le istituzioni del territorio. Ora occorre continuare nell’attività di bonario contenimento e di soluzione, già avviata da me e dall’assessore Minervini con i sindaci, la Provincia e i comitati, grazie all’importante contributo dell’Anas».  Sulla stessa linea il segretario provinciale Pd, Salvatore Capone, e l’onorevole Pd Teresa Bellanova. «Non ha senso portare le quattro corsie fino al promontorio di Finibusterrae - afferma - quando fermarle a San Dana è più che sufficiente». «È impensabile - rimprovera l’onorevole Bellanova - che Vendola e Gabellone non riescano a trovare una soluzione comune che garantisca il rispetto di entrambe le esigenze».  A disapprovare la scelta di Bari sono i consiglieri regionali del Pdl Rocco Palese, Saverio Congedo, Roberto Marti e Mario Vadrucci, insieme ad Andrea Caroppo de La Puglia prima di tutto. A questi si sono aggiunti Antonio Barba e lo zio deputato Vincenzo Barba. «La decisione della sinistra salentina con le sue diramazioni istituzionali di ricorrere al Consiglio di Stato - stigmatizzano - è un sadico accanimento contro la sicurezza delle popolazioni salentine, gravemente   a rischio in una autentica “strada della morte”. E’ intollerabile che il perseguimento di obiettivi ideologici rischi di far perdere al nostro territorio un investimento vitale di 288 milioni di euro. Denunciamo questo tradimento reiterato e ci prepariamo a una nuova battaglia». «Vendola dica chiaramente se ha intenzione di scendere in guerra contro il Salento e contro il Capo di Leuca - aggiunge Antonio Barba - e se è più importante la sopravvivenza di qualche albero da spiantare o la vita di coloro che quotidianamente percorrono quel tratto». «È ora di ritrovare una serena armonia istituzionale - è l’invito del parlamentare - all’insegna dello sviluppo del Salento».  Sul fronte ambientalista è da registrare il “di - stinguo” di Italia nostra, che per bocca del presidente della sezione Sud Salento, Marcello Seclì, prende le distanze dal comitato “Ss 275” presieduto da Vito Lisi. «Si possono condividere gli stessi obiettivi ma non gli stessi metodi - puntualizza Seclì - noi non abbiamo mai fatto politica, non siamo rappresentati da quel comitato spontaneo e siamo pronti a discutere per il bene del territorio nelle sedi istituzionali. Siamo disposti a confrontarci con chiunque in maniera positiva e pacifica». Le associazioni favorevoli al raddoppio dicono infine basta con l’arroganza di chi, dai salotti di Bari, senza conoscere il territorio continua a combattere una guerra contro il Capo di Leuca».

Pubblicato il 24/07/2010


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