Castrignano del Capo tra i Comuni dove non decolla la raccolta differenziata

Commissariati 15 comuni in provincia di Lecce

La raccolta differenziata fallisce: commissariati 15 Comuni del Leccese

 

Salento - Cala la scure della Regione su 15 Comuni che non hanno varcato la soglia del 15% di raccolta differenziata e che non hanno presentato richiesta di accesso a finanziamenti per il potenziamento dei servizi dedicati alla differenziazione dei rifiuti. Si tratta di Campi Salentina, Castrì, Leverano, Porto Cesareo, Salice Salentino, San Cesario, Surbo, Minervino, Ortelle, Otranto, Sanarica, Uggiano La Chiesa, Alliste, Castrignano del Capo e Melissano. Per tutti la giunta regionale, martedì scorso, ha emesso un provvedimento di nomina di commissari ad acta che si relazioneranno direttamente con le strutture tecniche locali per l’elaborazione di proposte di potenziamento della raccolta. In tutta le Regione sono 46 i paesi che rientrano nel provvedimento, adottato su proposta dell’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro.

«Nel 2010, con delibera di giunta numero 2.989 - spiega Nicastro - avevamo messo a disposizione dei Comuni non capoluogo 23 milioni di euro per dare uno stimolo forte ai sistemi di raccolta, nell’ottica di una differenziata spinta, all’interno di una serie di iniziative volte a migliorare il dato regionale. Con successivi provvedimenti abbiamo più volte riaperto i termini, registrando tuttavia l’inerzia di alcuni Comuni che non sono riusciti ad attingere alle risorse per concorrere proficuamente agli obiettivi regionali».
Tra i Comuni sottoposti al provvedimento, alcuni sono a vocazione turistica, con marine e località balneari che d’estate vedono moltiplicarsi il numero di residenti e, quindi, le quantità di rifiuti prodotti. Proprio questo potrebbe essere uno dei motivi per i quali le percentuali di raccolta differenziata non riescono a decollare. A ciò si aggiunga che alcuni dei 15 Comuni leccesi non svolgono ancora la raccolta differenziata spinta porta a porta.
Il provvedimento regionale vuole essere un tentativo di «responsabilizzare gli enti locali, di avviare con loro una interlocuzione diretta individuando nei vertici delle loro strutture tecniche l’interfaccia per gli uffici regionali». L’obiettivo è quello di elevare il dato medio regionale di raccolta e consentire ai Comuni, attraverso un’ulteriore deroga, di accedere ai fondi Po Fesr stanziati per il potenziamento e l’ammodernamento delle strutture dedicate alle raccolte differenziate. Un «passaggio delicato», per Nicastro, che però faciliterà le azioni che i Comuni devono intraprendere per l’elaborazione di nuove proposte. «Il mancato accesso al finanziamento - chiosa l’assessore - potrebbe determinare un ostacolo per la Regione al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale».

fonte: gazzettadelmezzogiorno a firma Pierangelo Tempesta

Pubblicato il 22/03/2012


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