Castrignano del Capo - Si difende l'accusato di Stalking

Sono una vittima non un persecutore

CASTRIGNANO DEL CAPO - SI DIFENDE IL CINQUANTENNE ACCUSATO DI STALKING
  «Non sono un persecutore ma una vittima quel provvedimento è ingiustificato» 

 CASTRIGNANO DEL CAPO. «Non sono un persecutore, anch’io sono vittima di questa storia». Il cinquantenne M. M., originario del luogo, nei cui confronti è stato emesso un divieto di transito lungo la strada in cui abita una sua concittadina, respinge le accuse di stalking verso una trentacinquenne. 
Il caso, arrivato alla Procura della Repubblica sul tavolo del pubblico ministero Maria Cristina Rizzo, vede l’uomo accusato di molestie telefoniche e persecuzioni nei confronti dell’ex fidanzata. La vicenda ha avuto inizio nel 2006 e ha registrato un epilogo giudiziario   dopo la presentazione di una querela e la preparazione di un dossier ad opera dei carabinieri. Ora l’uomo, rappresentato dall’avvocato Fabrizio Licchetta, si difende e respinge le accuse. «Tra il 2005 e il 2006 - spiega - intrattenemmo una relazione che può definirsi sentimentale, stabile e duratura. Dalla rottura, come in qualunque coppia lacerata dalle ferite dell’abbandono, i rapporti si incattivirono e sfociarono in reciproche scorrettezze, fino ad arrivare a denunce e querele».   Nella storia intervennero anche i genitori e il nuovo compagno di lei, poi le querele furono rimesse da entrambe le parti e gli scontri si alleggerirono. Nel maggio di quest’anno, i due avrebbero riallacciato la relazione, per poi interromperla nuovamente a luglio. «Non è difficile accorgersi - dice Licchetta - che è inesatto dire che l’ex fidanzata sia stata oggetto di stalking da parte del mio assistito dal 2006, né può dirsi altrettanto per il breve periodo che ci divide da luglio. Questo è stato oggetto di chiarimento nell’interrogatorio tenutosi dinanzi al gip e per tali fatti si è in procinto di richiedere la revoca del provvedimento che risulta del tutto ingiustificato».

Pubblicato il 15/11/2009


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