Castrignano del Capo - Santificato il primo cittadino

Al posto di San Michele arriva SANTU NUDDHU

 CASTRIGNANO DEL CAPO -  BONTEMPONI HANNO «SANTIFICATO» IL PRIMO CITTADINO ANTONIO FERRARO
  San Michele Arcangelo spodestato al suo posto c’è il sindaco, «santu Nuddhu»


CASTRIGNANO DEL CAPO -  Il paese ha un nuovo santo dopo la “glorifica - zione” del sindaco. Alcuni buontemponi hanno affisso ieri mattina all’alba, sulla colonna del santo patrono sita al centro della piazza principale, una gigantografia con l’immagine del primo cittadino Antonio Ferraro, che con l’aureola in testa è stato ribattezzato «Santu Nuddhu» (nel dialetto locale significa San Nessuno). Una goliardata nata forse per protestare contro la mancanza dal suo piedistallo della statua di San Michele Arcangelo, fatta rimuovere dall’amministrazione comunale perché lesionata e pericolante. L’opera fu realizzata dal maestro Martino Carluccio di Muro Leccese nel 1835 e con il passare degli anni ha subìto alcuni interventi di restauro poco adatti, come l’inserimento di integrazioni in cemento e perni di ferro che hanno fatto letteralmente scoppiare parti dell’opera, interamente in pietra leccese. L’assenza del simulacro dura da mesi e questo ha spesso sollevato i mugugni di alcuni cittadini. Al suo posto, come ha annunciato il parroco don Gino Morciano durante la processione di martedì sera, sarà in   stallata una copia.  Nel frattempo qualcuno ha pensato bene di collocare un «suo» santo, lasciando i concittadini a bocca aperta quando ieri mattina hanno visto Ferraro “elevato” nell’alto dei cieli. Per di più circondato dalle luminarie e dalla cassa armonica montate per questi quattro giorni di festa popolare.   Ritornando con i piedi per terra però, i commenti tra i compaesani sono stati diversi. C’è stato chi ha sorriso beffardamente ma anche chi ha stigmatizzato il gesto. «Roba da denuncia» ha esclamato un anziano operaio, «povero Antonio», ha aggiunto l’avventore di un bar, «hanno avuto un’idea geniale», il parere opposto di un professionista.  L’amministrazione comunale, che ha deciso di non sporgere querela, ha fatto rimuovere la gigantografia avvertendo comunque i carabinieri. Ora l’o ggetto, arrotolato e ripiegato, si trova nelle stanze della locale caserma, consegnato sempre ieri mattina nelle mani del maresciallo Pasquale Fauzza.  Diplomatico il destinatario di tante attenzioni.  «È un gesto che si commenta da solo - ha detto Ferraro - denota la miseria di chi lo ha messo in atto non lasciando stare nemmeno i Santi. Probabilmente - ha aggiunto - a qualcuno ha dato fastidio l’annuncio dato dal parroco durante la   processione».

mauro ciardo

In allegato la gigantografia
 

Pubblicato il 30/09/2010


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