Torre Vado - Dune seppellite

Legambiente conto il Consorzio di bonifica

Dune «seppellite», Legambiente contro il Consorzio di bonifica
  «Dragaggio maldestro: la sabbia farà scomparire la vegetazione»

Torre Vado (Salve) -  «L'intervento di ripristino del cordone dunale è fatto male, porterà alla scomparsa della vegetazione».  Il direttivo del circolo Legambiente «Giglio delle dune» interviene dopo il dragaggio della sabbia da parte del consorzio di bonifica «Ugento Li Foggi», che periodicamente toglie la rena dalla foce del canale sud in località «Cabina”» Questa volta è stato deciso di spalmare la sabbia sulle dune vicine al sito di prelievo, coprendo per un’altezza di circa un metro tutta la vegetazione preesistente tra cui gigli, salicornia, sparto, santolina e canneti.  «Tale intervento – accusano da Legambiente - è stato eseguito con mezzi pesanti e con un forte impatto sull’ecosistema. L’area di per sé già sottoposta a forte stress, sia per il continuo avvicendarsi di mezzi meccanici, che per la ravvicinata presenza alle dune di alcuni chioschi e per i parcheggi selvaggi, ha subito così un'irreversibile alterazione dell’equilibrio, portando a una definitiva scomparsa della vegetazione tra la spiaggia e lo stesso canale. Sicuramente la vegetazione ricomparirà sulla sabbia rimossa, che rimarrà dopo l’azione eolica e meteorica, ma sicuramente – ammoniscono gli ambientalisti - non sarà flora autoctona ma endemica ed infestante».    La stessa Legambiente propone delle soluzioni.  «Collocare la sabbia a nord dell’esile cordone dunale, richiudere i tanti varchi pedonali aper   ti tra le dune, ricreare il cordone a sud di Torre Pali, chiudere le carreggiate scavate dalle auto sulla sabbia, impedire l’accesso alle auto nell’area compresa tra la spiaggia e il canale a favore di percorsi ciclabili, sorvegliare sul montaggio dei chioschi (distanze, fognature, passerelle per gli accessi al mare), innestare barriere frangivento e rinfoltire la vegetazione – concludono i soci del Giglio delle dune - sono alcune delle modalità di conservazione che chi ha a cuore il problema non deve trascurare».  

mauro ciardo

Pubblicato il 08/05/2010


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