Strada Statale 275 - E' la volta degli stranieri e del Comune di Alessano

Continuano le proteste ed i ricorsi.

La comunità degli stranieri contro le quattro corsie «Il Salento non è il Texas»
  IL SINDACO NICOLARDI
   «Il caso della 275? Stiamo cercando di conciliare le ragioni dello sviluppo con le esigenze di tutela ambientale»  
   IL CONSIGLIERE CONGEDO
   «Il centrosinistra, paventando scenari apocalittici, continua a ostacolare l’allargamento e la messa in sicurezza»   Intanto presenta ricorso anche il Comune di Alessano 
   
 

Salento -  La comunità degli stranieri che vive nel Capo di Leuca si mobilita contro le quattro corsie della 275. Dice Ingrid Simon, artista viennese stregata dal Salento, da 14 anni residente in una casa vicino a Novaglie: «Occorre che le autorità capiscano che non si può distruggere un territorio così stretto come il Sud del Salento. Capirei la superstrada se fossimo nel Texas, ma il Salento non è il Texas». Nel mirino c’è la delibera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) del 31 luglio 2009 di approvazione del progetto definitivo dell’Anas, con le quattro corsie fino a Leuca, e di via libera alla gara d’appalto. La delibera è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 21 gennaio 2010 e contro questo provvedimento sta crescendo il numero   delle opposizioni al tribunale amministrativo di Lecce. Ieri Giovanni Pellegrino ha presentato i ricorsi della regione e del comune di Alessano. Ma anche le associazioni del Capo di Leuca si stanno schierando: dal comitato 275 all’archeoclub all’arci della zona. 
«E’ significativa - sottolinea Pellegrino - la decisione della giunta di Alessano. E’ il comune che in modo più coerente si è battuto per difendere l’integrità del territorio». 
Il sindaco Luigi Nicolardi è un architetto e sicuramente non si può considerare un ambientalista radicale. La delibera della giunta ricostruisce le tappe della vicenda e ribadisce l’opposizione di Alessano al viadotto di 26 piloni di San Dana e alle quattro corsie. «Meglio fermarle all’incrocio Alessano-Novaglie», è stato sempre ripetuto.   Osserva Nicolardi: «Siamo stati la coscienza critica in questa storia. Abbiamo tentato di conciliare le ragioni dello sviluppo e della sicurezza della circolazione con le esigenze di tutela ambientale». Il sindaco di Alessano, che sottolineò queste ragioni anche nella conferenza di servizi del cinque marzo 2006 al ministero delle infra   strutture, ancora oggi si chiede il perché della chiusura dimostrata dall’Anas e dal governo. «La decisione di ricorrere - sottolinea - è una necessità, è l’ultima carta disponibile pr bloccare una “cattiva strada”, e nel contempo il nostro è un contributo alla coscienza civica. Non ci opponiamo all’infrastruttura, lo abbiamo ripetuto tante volte, ma chiediamo che l’arteria sia a misura del territorio e delle reali esigenze di mobilità. La superstrada è una risposta smodata alla domanda di traffico».  L’argomento è finito nell’ag enda elettorale. Il presidente Vendola , l’altro ieri sera nel Salento, in un comizio a Tricase ha difeso la scelta della giunta di ricorrere contro l’ultimo tratto tornando a ribadire le posizioni espresse da una delibera di giugno 2007. 
Contro queste decisioni si scaglia Saverio Congedo, consigliere regionale uscente e candidato nella lista del Pdl: «Gli esponenti del centrosinistra, in testa i vertici del Pd, paventando scempi apocalittici, continuano ad ostacolare l’allargamento e la messa in sicurezza della 275. Siamo vicini a quanti come i cittadini, gli operatori   economici, le pro loco e le associazioni del Capo di Leuca si sentono mortificati dalla ignobile campagna di disinformazione messa in atto da certi esponenti politici di centrosinistra “estranei al territorio” e dai soliti pseudo-ambientalisti prestati alla propaganda elettorale». Congedo sottolinea che l’attuale tracciato «spacca letteralmente in due interi centri come Montesano, Lucugnano, Alessano e Montesardo con gravi conseguenze sulla qualità dell’aria». E conclude: «Basta ritardi e intoppi, passiamo ai fatti per concretizzare uno storico balzo in avanti della nostra viabilità».  Al comitato della 275 la pensano diversamente. Ingrid Simon è una delle attiviste più decise. «Ho parlato con una signora di Corsano - rivela - Le ho spiegato i dettagli del progetto e la sua posizione è cambiata, finora purtroppo non c’è stata informazione. Si capisce subito che l’arteria a quattro corsie non si concilia col territorio. Occorre solo migliorare l’esistente, con le circonvallazioni per evitare i centri urbani».  I comitati stanno preparando un sito internet e un appello a difesa del paesaggio del Capo di Leuca. Dopo il richiamo di Scamarciosi stanno mettendo in movimento molti artisti. «Sarebbe un errore considerarci una comunità snob - conclude la Simon - Siamo integrati con la gente del luogo e sviluppiamo una cultura condivisa. Ma c’è un aspetto che vale in tutte le latitudini: quando si viene da fuori i diversi aspetti del paesaggio si guardano in modo più oggettivo e attento. Qui è tutto straordinario, quel brutto progetto è veramente una ferita distruttiva».

fonte: gazzetta del mezzogiorno (T.T.)

Pubblicato il 17/03/2010


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