Salento - Viaggio d'inferno sul treno Lecce - Milano

Ritardi, temperature elevate, carrozze sporche, ...

Viaggio d'inferno sul treno Lecce-Milano

Salento - Viaggio d’inferno, fino a Bari, per i viaggiatori dell’Eurostar City 9830 delle ore 14, in partenza da Lecce e diretto a Milano. Una vera e propria odissea, resa ancora più insopportabile da un caldo afoso e umido. Il treno, sul primo binario della stazione leccese, già alle 13.30 ha cominciato a manifestare i primi problemi, fatti presente dal capotreno a due ragazzi che si erano appena seduti su due posti liberi nella carrozza 8. «Quei posti mi servono, una carrozza ha problemi, dovrò trasferire altri viaggiatori».

«Peccato - sottolineano alcuni passeggeri - che ad avere problemi era tutto il treno, tanto che alcune persone anziane hanno dovuto essere urgentemente trasbordate a causa di malori e mancamenti vari causati dalla temperatura elevatissima e dalle lamiere arroventate. Ma a terra la situazione non era poi molto diversa, dal momento che nella stazione di Lecce non esistono sale di attesa climatizzate».

Dopo un’attesa infinita dovuta a «ritardo imprecisato» («questa l’unica informazione data dall’altoparlante in oltre due ore», spiegano i viaggiatori) e dopo che alcuni utenti avevano già chiesto il rimborso, giungeva sul secondo binario, dopo 125 minuti di ritardo, «un classico treno d’anteguerra, che doveva sostituire l’Es 9830».

«Ma il colmo - aggiungono alcuni viaggiatori - lo si raggiunge nella carrozza in coda al treno, nella quale i malcapitati, dopo aver “testato” il proprio corpo ad almeno 55 gradi per dieci minuti, venivano fatti evacuare perchè la porta non si chiudeva».

Il treno finalmente riesce a partire, e fra le campagne tra Brindisi ed Ostuni, tra lo svolazzare delle tende, la puzza di urina e odore di freni bruciati, la temperatura si attesta attorno ai 37-38 gradi. «Poi passa il vivandiere di Trenitalia - raccontano ancora i viaggiatori - offre acqua minerale, ad un euro e cinquanta, tra lo stupore di tutti noi. “Se il capotreno non mi autorizza...io non posso fare niente”, replica imbarazzato il cameriere”».Giunti a Bari, i viaggiatori vengono finalmente trasbordati su un treno di categoria uguale a quello rimasto fermo a Lecce sul primo binario. Ma anche in questo caso c’è qualche problema, visto che in alcuni vagoni va via l’energia elettrica. «Ma quello che più ci fa rabbia - raccontano - è l’assoluta mancanza di uno straccio di assistenza. Ad un certo punto hanno lasciato per terra, davanti ai bagni, alcune buste con dentro acqua, succhi di frutta caldi e cracker. Senza dire niente a nessuno, come se fossimo animali. Ora ci aspettiamo che Trenitalia invii un risarcimento automatico a quanti hanno effettuato l’acquisto via web, dalle biglietterie automatiche (e quindi identificabili) o mediante tessere fedeltà».

fonte: gazzettadelmezzogiorno

Pubblicato il 05/09/2011


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