Salento - Turismo e tassa di soggiorno

Operatori turistici dicono no

Tassa di soggiorno - Il turismo si ribella
«Salento tax free»   

 


«Salento tax free». È il sogno degli operatori turistici. Una chimera, viste le ultime vicende relative alla tassa di soggiorno. Otr anto media per introdurla, Salve e Giurdignano hanno già deliberato, Ugento ha rinviato di un anno. Gli albergatori, che sono direttamente interessati, ma anche balneari e ristoratori che vengono colpiti indirettamente, sono sul piede di guerra e compatti come non mai: vigileremo, dicono. E non escludono azioni legali a tutela delle loro categorie. Ieri Federalberghi-Concommercio, Assoturismo-Confesercenti e la sezione Turismo di Confindustria Lecce hanno manifestato unitariamente il proprio dissenso, la propria contrarietà. «No alla tassa di soggiorno», hanno ripetuto insieme al presidente della Camera di Commercio di Lecce, Alfredo Prete.

GIURDIGNANO COME ROMA - Un diniego circostanziato. Le tre associazioni infatti hanno presentato numeri, mostrato una certa dimestichezza con la legge sul federalismo (il che fa propendere per l'ipotesi del ricorso), addotto tesi logiche ed inappellabili: «Oggi ci troviamo a discutere dell'introduzione di una tassa di soggiorno in Comuni dalla valenza turistica minimale rispetto al panorama nazionale», dice Prete. «A Roma, Firenze o Venezia, prima o poi si va, almeno una volta nella vita. Non credo che la stessa cosa valga anche per destinazioni come Otranto, Ugento, Salve o Giurdignano». E poi la motivazione principale: «I nostri turisti sono costretti a sopportare viaggi da terzo mondo, che durano tantissime ore dall'aeroporto di Brindisi a Leuca. E noi invece di agevolarli, li vessiamo».

MANCATA CONCERTAZIONE
- Alfredo Prete ha argomentato il suo rifiuto con una serie di motivi: «L'imposta è sbagliata anche nelle premesse. Il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, ha incontrato solo una parte delle associazioni di categoria ed in quell'occasione ha apertamente parlato di necessità del Comune di introdurre l'imposta per coprire il buco di bilancio derivato dal maggior costo dello smaltimento dei rifiuti e per scongiurare dunque l'aumento della Tarsu (la tassa sui rifiuti solidi urbani, ndr). Ma se la tassa è di scopo, come può essere giustificata in questi termini? Quanto alla “Tourist card", che il sindaco idruntino intende lanciare a parziale risarcimento dei turisti, dico che una iniziativa di questo tipo una città come Otranto avrebbe dovuto prenderla comunque, anche in assenza dell'introduzione della tassa di soggiorno».

TURISMO A DUE VELOCITA' - Capitolo Salve, l'altro Comune folgorato sulla via del federalismo municipale. «Ha introdotto la tassa senza ascoltare gli operatori turistici, così come invece è espressamente previsto dalla legge. Ho sempre sostenuto che la politica con la "P" maiuscola è quella delle decisioni condivise con la base; qui invece siamo di fronte ad una politica con la "p" minuscola. La realtà è che tutti ci riempiamo la bocca, nel nostro territorio, parlando di turismo come leva dello sviluppo economico locale. Malgrado i numeri sui flussi continuino a crescere, bisogna tener presente che il valore della ricchezza prodotta dal settore è davvero irrisorio: appena il 6 per cento del Pil salentino. Aggravare i costi a carico dei turisti è una follia. Nel Salento, terra difficile da raggiungere, per incentivare l'arrivo dei turisti bisognava puntare tutti quanti su un solo slogan: “In questa terra non si applica la tassa di soggiorno". Invece sta passando un messaggio totalmente negativo».

GAP INFRASTRUTTURALE
- Quel che proprio rende inconcepibile il balzello è la difficoltà di raggiungere il Salento. Prete parla di lunghe ore di viaggio sui mezzi pubblici per raggiungere il Capo partendo da Brindisi. C'è da crederci: «Chi pensa di introdurre la tassa sulla sosta di un camper in area attrezzata o per una notte in albergo non considera che per arrivare in provincia di Lecce si sopporta un viaggio della speranza. Di fronte a questo disastro infrastrutturale, a certe carenze di ospitalità paurose, come per esempio l'autista della Sita che parte comunque da Brindisi anche se l'aereo è in ritardo, come si può pensare ad una tassa di soggiorno? Siamo fuori di testa».
 

fonte: gazzetta del mezzogiorno
 

Pubblicato il 28/06/2011


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