Salento - Treni, stop ai rincari dei biglietti

Class action dei viaggiatori

Treni, stop ai rincari dei biglietti: si torna alle vecchie tariffe
 «Class action» dei viaggiatori

 


    Dopo la denuncia della "gazzetta del mezzogiorno"    «Class action» dei viaggiatori   -   "Stupido io che ho pagato"


Salento - Trenitalia, dopo le proteste dei viaggiatori pugliesi, ha deciso di fare marcia indietro sulle tariffe ferroviarie (aumentate  del 63%) entrate in vigore dal 11 dicembre scorso con il nuovo orario invernale 2011. Dal 23 dicembre prossimo verranno reintordotte le vecchie tariffe con un supplemento «Alta Velocità» da Bologna a Milano. In sostanza se fino al 10 dicembre scorso il biglietto da Lecce-Milano costava 60 euro, con la nuova tariffa integrata si pagherà 66,80 euro.  «La nuova tariffa - ha spiegato Trenitalia - sarà data dalla combinazione tra il prezzo del treno notte (che con il nuovo orario coprirà la tratta Puglia-Bologna Centrale) e il nuovo prezzo scontato dei treni ad Alta Velocità (che completeranno l’intero percorso coprendo il tragitto tra Bologna e Milano, Torino o Venezia)».

«Non si tratta - aggiunge Trenitalia - di una offerta promozionale o stagionale, ma di un nuovo sistema strutturale di prezzi studiato ad hoc per questa tipologia di servizio».  «E’ una buona notizia, certamente un passo importante nella controversia con Trenitalia». Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola in una nota ha commentato l’esito «di una lunga e complessa trattativa».

«Questo è un risultato che appartiene a tutta la Puglia - ha detto Vendola - e che restituisce significato e valore ai collegamenti a lunga percorrenza. Ma la nostra richiesta di ripristinare il valore sociale del trasporto pubblico e di garantire il diritto universale alla mobilità di tutti i cittadini non si ferma qui. Chiediamo a Trenitalia risposte analoghe anche in merito all’efficientamento del trasporto ferroviario e alla qualità dei servizi ferroviari, sempre troppo trascurati soprattutto nelle regioni del mezzogiorno dove carrozze consunte e malfunzionanti sembrano trovare facile collocazione. Sappia per questo Trenitalia che continueremo a rivendicare l’equità nel sistema delle infrastrutture ferroviarie tra il Nord e il Sud, andremo avanti fin quando non sarà cancellata quella linea di demarcazione che sta tagliando in due parti l’Italia».

Soddisfatto del risultato anche l’assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini protagonista ieri della trattativa con Trenitalia: «Evidentemente funziona così. Con Trenitalia bisogna alzare la voce».  «Apprezziamo lo sforzo fatto in queste ore da Trenitalia - commenta Minervini - per intervenire a sanare una situazione che penalizzava ingiustamente i pendolari che si muovono sulla linea adriatica. La pronta reazione della Puglia ha pagato. I tagli ai collegamenti sono stati ridotti a tre, è stata adeguata l’offerta Freccia da Taranto, è stata garantita una proroga ai lavoratori della Servirail, è stato integrato il sistema tariffario».

«La decisione di rivedere le tariffe - commenta, Gianni Pizzi, pendolare sulla tratta Lecce-Milano, uno dei viaggiatori intervenuti nei giorni scorsi al nostro forum - è un piccolo riconoscimento, ma non elimina l'enorme disagio, gravissimo del cambio a Bologna. I problemi dei tempi di percorrenza e dei disagi per i viaggiatori costretti a cambiare treni, restano. Non si è mai visto in nessun altro paese al mondo che una società ferroviaria faccia viaggiare i propri clienti su treni-notte costringendoli a scendere a metà del viaggio, come accade sulle tratte da Lecce-Milano». «E' inammissibile - aggiunge - che le grandi capitali di uno stesso Paese non possano essere collegati tra loro con treni-notte diretti. Questa dell'Alta velocità è una operazione ideologica che avrà effetti anche sulle tariffe aeree».

«E’ vero - dice il prof. Agostino Cappelli, docente di Pianificazione Trasporti all’Università di Venezia, già consulente della Regione Puglia per il Piano regionale dei trasporti nel 2001 - che in Europa i treni notturni sono quasi completamente scomparsi, ma è vero pure che in Europa la distribuzione territoriale dell’Alta velocità è più capillare rispetto a quanto avviene in Italia dove invece le regioni del Sud, geograficamente distanti oltre i 1.200 km dalle capitali del Nord, sono tagliate fuori. Eppoi, non si è mai visto che il viaggio di un treno a lunga percorrenza si «interrompe» a 200 km dalla destinazione finale». Con un aumento dei tempi di viaggio e di disagi.

«Il nostro impegno - conclude Minervini - continua. Continueremo a batterci affinchè venga ripristinato il servizio “punto a punto” Cioè senza scalo. Per questo chiederemo un tavolo tecnico permanente con Trenitalia per discutere preventivamente l’offerta sulla lunga percorrenza».

Questo è, dunque "il primo passo - dice Antonio Decaro, capogruppo Pd alla Regione - per ricostruire quel binario che porta la Puglia ad avere il ruolo da protagonista che merita, accanto alle altre regioni italiane. Avevamo ragione a protestare perche' alla Puglia stavano togliendo il diritto fondamentale alla mobilita'. Non ci accontenteremo - conclude Decaro - adesso bisogna ripristinare completamente l'offerta a lunga percorrenza e i treni notturni, cercando di migliorarne comfort ed efficienza''.
 

fonte: gazzettadelmezzogiorno a firma di F. Giuliano

Pubblicato il 17/12/2011


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