Salento - Treni, dopo i tagli la stangata sui prezzi dei biglietti

Aumenti fino al 63 per cento in più

Treni, dopo i tagli stangata alla Puglia sui biglietti: + 63%
 


 

Salento - Nessuno finora l’aveva detto ai pugliesi: oltre alle «lacrime e sangue» dei tagli delle pensioni, degli aumenti dell’Ici e della benzina, da ieri, con l’entrata in vigore del nuovo orario invernale 2011 di Trenitalia, dovrete aggiungere - voi che vivete in Puglia, cioè in una regione senza l’Alta velocità e con treni da terzo mondo (ora, però, si chiamano Frecciabianca) - anche la batosta delle tariffe ferroviarie. Andare, per esempio, in treno di notte (Intercity) da Lecce a Milano costerà il 63% in più rispetto a due giorni fa. Il prezzo del biglietto su questa stessa tratta, che costava finora 59 euro, da ieri è di fatto aumentato a 92 euro. Al prezzo va aggiunto eventualmente il costo della cuccetta.

Per viaggiare di giorno, poi, si arriva addirittura a spendere, in seconda classe, anche dai 130 ai 149 euro. Per la prima classe addirittura 207 euro, la stessa tariffa per andare in aereo da Roma a New York a Natale. La novità, sconosciuta anche agli stessi amministratori (sindaci e assessori regionali, governatore pugliese compreso, i quali nelle settimane scorse hanno protestato contro i tagli), è venuta fuori ieri con la pubblicazione sul sito ufficiale di Trenitalia del nuovo orario invernale.

Una sorpresa che ha lasciato di stucco persino l’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, in prima fila nella battaglia contro Trenitalia e l’amministratore delegato dell’azienda ferroviaria: «Ma sei sicuro?», chiede Minervini. Sicurissimo, assessore. Minervini resta in silenzio per qualche istante. Assessore, e allora, che pensate di fare, cosa consiglierete ai pugliesi, di prendere l’aereo? E cosa chiederete al governo, a Trenitalia, al ministro? «Per il momento non so che rispondere, ci devo pensare, questa novità delle tariffe era sconosciuta persino a noi», risponde.

Per mesi tutti, amministratori, sindacati e associazioni dei consumatori, si sono battuti contro i tagli dei collegamenti ferroviari notturni che avrebbero isolato la Puglia (e soprattutto Taranto). Tanto che l’amministratore di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti alla domanda della «Gazzetta» su questo tema (dei tagli) aveva risposto: «Tagli? Ma quali tagli: non ci sono tagli ». E via con la “carota”: «Con il nuovo orario - aveva insistito Moretti - restano le attuali 3 coppie di Frecciargento tra la Puglia e Roma: inoltre gli Eurostarcity Frecciabianca che percorrono l’adriatica vengono velocizzati: Milano - Bari si farà in 7 ore e 37’ e Bologna-Bari in 5 ore e 30’». Poi aveva aggiunto l’altra buona notizia: l’aumento del numero dei treni. Spiegando che «i collegamenti diretti da e per Bari sarebbero passati dai 10 attuali a 12, da 6 a 8 da e per Lecce e 2 da e per Taranto, con capolinea Milano».

E sui treni-notte aveva assicurato che l’offerta era «sostanzialmente confermata». Aveva però omesso che quei treni, seppure «confermati», non sarebbero mai più stati treni diretti. La fregatura per i pugliesi, infatti, si nasconde dietro la scelta di creare «l’hub di Bologna, cioè il capolinea di quei treni integrati con gli altri servizi diurni». Nessun cenno all’aumento delle tariffe. Nè ai disagi che quell’hub a Bologna avrebbe arrecato ai viaggiatori pugliesi. Che da ora in poi, da Lecce a Milano, oltre a pagare il 63% in più, dovranno (alle 6,17 se si sceglie il 9502 delle 21,20 da Lecce) scendere all’«hub» di Bologna e, con le valigie al seguito, costretto salire su un altro treno diretto a Milano.

Questa volta però su un più comodo «Frecciabianca» o un lussuoso «Frecciarossa». Così, finalmente, anche i pugliesi - da Bologna a Milano potranno assaggiare il super treno, super comodo e super veloce, fiore all’occhiello delle Ferrovie dello Stato, tanto pubblicizzato soprattutto nelle regioni del Nord. Questo regalo (o se volete questo incubo, visto che bisognerà svegliarsi alle 6,17, scendere alla stazione di Bologna e cambiare treno) di far viaggiare anche i pugliesi sul «Frecciarossa» nel solo tratto da Bologna a Milano oltre a far levitare del 63% il costo del biglietto almeno ci farà sentire uguali al resto del Paese. Come dire, tutto ha un prezzo.

 

fonte: gazzetta del mezzogiorno a firma F. Giuliano

Pubblicato il 14/12/2011


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