Salento - S.S. 275 commenti politici

Intervento di Pietro Quinto, legale della provincia

S.S. 275 - Commenti politici

 

Salento - «Sulla 275 è ancora tutto da decidere, intanto è la sentenza del Tar ad avere un valore maggiore». Il legale della provincia, Pietro Quinto, commenta la concomitante pubblicazione della decisione del Consiglio di Stato sul raddoppio della Maglie – Leuca e delle motivazioni della sentenza del Tar di Lecce, con cui a luglio furono rigettati i ricorsi di Regione, Comune di Alessano e ambientalisti, confermando la sua convinzione che nulla è perduto, anzi che tutto sarebbe da decidere sull’esecuzione integrale del progetto. «Il Consiglio di Stato – spiega Quinto - non conoscendo le motivazioni della sentenza del Tar ha riconfermato il suo orientamento espresso nell’ordinanza cautelare e, per non interrompere il procedimento concorsuale intrapreso dall’Anas con il rischio della perdita dei finanziamenti, ha adottato una misura limitata alla sola impossibilità di stipula del contratto di affidamento dei lavori, prima della definizione nel merito del presente giudizio». Per Quinto queste motivazioni incideranno quando a Roma l’appello sarà discusso nel merito.  «Sulla questione centrale – rileva il legale - e cioè sulla mancata considerazione della deliberazione della Giunta Regionale che modificava lo sviluppo dell’arteria stradale e il suo tracciato, il Tar ha affermato alcuni principi fondamentali, cioè che il progetto preliminare della statale è stato approvato legittimante dal Cipe dopo aver acquisito il consenso della Regione, pertanto le delibere di via Capruzzi del 2007, in contrasto con l’approvazione consensuale del progetto preliminare, non consentivano una riapertura del procedimento finalizzata a una modifica sostanziale del progetto originario». L’avvocato incaricato dalla giunta provinciale guidata da Antonio Gabellone mette a confronto i due dispositivi usciti ieri, dando però maggior peso a quello leccese. «A questo punto – rileva - ci troviamo di fronte da un lato a un’ordinanza cautelare di Roma che non conosce le motivazioni della sentenza del Tar, dall’altro lato a una sentenza pubblicata in contemporanea che però fa testo dal punto di vista della legittimità». Per il legale della Provincia la partita è apertissima. «Il Consiglio di Stato non ha inciso sulla presentazione delle offerte sul progetto esecutivo e non dimentichiamo che le stesse ditte potranno apportare varianti migliorative. Solo con la discussione nel merito – conclude Quinto – sapremo se l’ultimo miglio è dentro o fuori dal progetto». Alla luce delle motivazioni pubblicate ieri, ora la Regione potrà integrare il suo ricorso ai giudici di Palazzo Spada. L’udienza per la discussione nel merito potrebbe essere fissata fra tre mesi, intanto c’è chi chiede di far ritornare la decisione in mano alla politica togliendola dai giudici. «Non lasciamo che siano le aule di tribunale a decidere le sorti dello sviluppo infrastrutturale del Salento – ha auspicato il capogruppo Pdl a Palazzo dei Celestini, Biagio Ciardo – ma la discussione ritorni nelle opportune sedi politiche, dove potranno convergere le esigenze del territorio con quelle dell’ambiente». «Eliminati gli ostacoli giudiziari – aggiunge il capogruppo Udc alla Regione, Salvatore Negro – restano ora quelli  burocratici e politici per la realizzazione di questa importante arteria che garantirà la sicurezza degli automobilisti e il decollo economico del Sud Salento».

Mauro Ciardo





 

Pubblicato il 12/11/2010


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