Salento - Morciano e Patù, nel vivo l'indagine sulle costruzioni lungo la costa

Dal trullo...spuntò una villa

MORCIANO E PATÙ - SIGILLI SU 15 ABITAZIONI REALIZZATE CON UN ESCAMOTAGE. TRA I PROPRIETARI DENUNCIATO ANCHE UN MEDICO DI BASE 
  Dal trullo spuntò una villa.  Entra nel vivo l’indagine della Procura su un giro di «licenze allegre» per costruire lungo la costa 

 MORCIANO DI LEUCA -  Finti contadini, pajare fantasma e compravendita di case abusive. Ci sarebbe anche questo nella maxi-inchiesta sull’abusivismo edilizio nei comuni di Morciano e Patù, su cui sta indagando la procura della Repubblica di Lecce. L’indagine sulle autorizzazioni di costruzioni nelle marine di Torre Vado e San Gregorio viene portata avanti dal comando di polizia provinciale diretto da Antonio Arnò, su incarico del sostituto procuratore Ennio Cillo.  La magistratura sta scavando per capire se dietro all’edificazione di numerose villette usate per le vacanze, ci sia una “gestione allegra” delle autorizzazioni edilizie, ottenute grazie all’accor pamento di terreni e lo sfrut   tamento degli indici di fabbricabilità.  Le case sequestrate nel corso dell’inchiesta sono quindici (dodici a Morciano e tre a Patù) e molte di esse sono sorte su terreni caratterizzati come verde agricolo speciale e in aree sot   toposte ai vincoli paesaggistico, idrogeologico e ambientale. In pratica, se la tesi della procura fosse confermata, si sarebbe consentito di devastare un lembo di territorio tra i più belli della costa jonica. La costruzione di case coloniche su terreni agricoli è consentita dalla legge e dai regolamenti, ma solo per chi fa della campagna la sua fonte primaria di sostentamento, quindi gli imprenditori agricoli. Dalla lettura delle carte è emerso però che qualcuno avrebbe fatto il “furbetto”, ottenendo ugualmente la licenza edilizia   pur svolgendo un lavoro che di agricolo sa ben poco. Da quanto se ne sa tra i proprietari denunciati ci sarebbe anche un medico di base.  Gli inquirenti hanno scoperto inoltre che molte costruzioni nascevano dal nulla. Grazie alle foto satellitari in alcuni casi è stato notato che la domanda di autorizzazione era stata falsata con il trucco della struttura preesistente. In pratica per ottenere il via libera ai lavori veniva dichiarato che su un terreno sorgevano costruzioni rurali come pajare e lamioni,   che a detta dei proprietari erano da ristrutturare, ma nella realtà al loro posto non esistevano altro che arbusti e massi.  Altra situazione è quella dei cosiddetti “ncurtaturi”, recinti in pietra a secco senza copertura che in passato erano usati per il ricovero di pecore e capre. Qualcuno ha pensato bene di aggiungervi qualche trave in legno pur di dimostrare una volumetria preesistente e ottenere la licenza edilizia.  Il trucco però non è sfuggito agli agenti, che nelle comunicazioni alla procura hanno rilevato come queste costruzioni non sono nate per avere un tetto, visto che la stessa muratura non lo consentirebbe. Non mancano infine le compravendite degli immobili nonostante fossero abusivi. È il caso di un acquisto fatto da un professionista di Tricase, che grazie a un’agenzia immobiliare di Cremona ha speso 140mila euro per comprare una villetta, spendendone altri 100mila per la ristrutturazione, fino a ritrovarsi con un pugno di mosche in mano perché la casa è stata sequestrata.   

fonte: gazzetta del mezzogiorno
 
 

Pubblicato il 12/05/2010


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