Salento - Latte e carne alla diossina

Allarme a Cursi e Maglie

    Latte e carne alla diossina - allarme a Maglie e Cursi  
 
 
 
MAGLIE - Diossina nel latte e nella carne, fino al doppio dei limiti consentiti: è allarme in tutta la zona di Maglie per il ritrovamento del micidiale elemento cancerogeno nel latte prodotto da tre allevamenti, destinato a caseifici salentini, ma anche nella carne (proveniente da allevamenti locali) esposta sul banco di un supermercato della cittadina.  Gli inquietanti risultati sono il frutto di due distinte analisi condotte dalla Asl e dall’Arpa allo scopo di dare riscontri agli allarmi presenti nell’opinione pubblica di Maglie e della zona, dovuti alla presenza di diversi stabilimenti industriali, primo tra tutti quello della Copersalento.
Così la Asl ha effettuato un controllo a campione su alcuni allevamenti del Magliese, effettuando prelievi poi recapitati per le analisi all’Istituto zooprofilattico di Teramo. In tre casi il latte prodotto dagli animali è risultato contaminato da diossina in valori oltre il limite consentito dalla legge, che si attesta sui sei picogrammi (milionesimi di milligrammo) per grammo di grasso: in due allevamenti di ovini, a Maglie e a Cursi, questo valore è risultato pari a dodici picogrammi, il doppio della soglia limite; nel latte prodotto in un allevamento di bovini a Maglie sono stati invece rilevati sette picogrammi di diossina.

Il latte inquinato è stato subito sottoposto a sequestro sanitario e quindi distrutto, ma altre «partite» prodotte negli allevamenti erano già state destinate ad alcuni caseifici di tutta la provincia di Lecce.
Altre e distinte analisi, poi, sono state effettuate dall’Arpa sulle carni: i tecnici dell’Agenzia regionale di protezione ambientale hanno acquistato alcuni campioni di carne bovina locali in un supermercato della città, posto nelle vicinanze di via Muro, nella zona che i magliesi individuano come piazza dell’Immacolata. In questo caso il limite di diossine totali (compresi quindi i pcb, altro elemento cancerogeno che può entrare nella catena alimentare) è di sette picogrammi per grammo di grasso e le analisi svolte dall’Arpa hanno rivelato un superamento di alcuni picogrammi rispetto alla soglia della legge. In macelleria non si sono registrati sequestri in quanto i risultati delle analisi sono stati spediti ieri dall’Arpa di Bari al dipartimento di prevenzione della Asl di Lecce, che nella tarda serata non li aveva ancora ricevuti.  È però evidente l’allarme delle istituzioni per questi dati fuori controllo, che arrivano come una doccia fredda, dopo i buoni risultati degli inquinanti al suolo, resi noti il 3 marzo scorso da Provincia di Lecce, Arpa e Inca: in quel caso i «deposimetri», strumenti di analisi che rivelano la quantità di diossina che si deposita sul suolo, non rilevarono sforamenti rispetto alle soglie di legge. Ora arrivano questi dati, tanto più inquietanti se raffrontati a quelli che in piena crisi rifiuti a Napoli fecero nascere la psicosi da mozzarella campana contaminata: in quel caso, infatti, la presenza media di diossina nel latte era di 6,5 picogrammi, un dato imparagonabile a quello rilevato nel Salento.

 fonte: gazzetta del mezzogiorno (d. lupo)

Pubblicato il 21/03/2009


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