Salento - Il Lecce ritorna in serie A

L'intero Salento in festa per tutta la notte


Lecce -  finalmente esplode di gioia
I giallorossi sono promossi in serie A
Il pareggio al Via del Mare col Sassuolo porta i ragazzi
di De Canio nel massimo campionato e la città fa festa

Salento - Pomeriggio, sera, notte di festa - grande, naturalmente – all’ombra del Barocco. Al terzo matchpoint, dopo averne sciupato uno con il Cesena (1-2) e l’altro a Vicenza (0-0), il Lecce ha conquistato la promozione diretta in serie A. L’ottava della sua storia. Maturata ad appena un anno di distanza dalla dolorosa retrocessione del maggio 2009 e impreziosita dal fiore all’occhiello del primo posto. Un pareggio serviva, con un Sassuolo già certo di partecipare ai play off. E pareggio è stato, in una Via del Mare gremito da trentamila tifosi arrivati da tutto il Salento, ma anche dal Nord e persino dalla Svizzera. E’ terminata 0-0 la sfida con gli emiliani, caratterizzata – com’era prevedibile – da un numero irrilevante di emozioni. Ma il bello doveva ancora venire: l’attesa per il triplice fischio finale, la gioia incontenibile per un risultato meritato, l’inizio di una “celebrazione” andata avanti fino a notte fonda e condivisa con un pubblico entusiasta.          

In ordine sparso, sono successe molte cose: la coppa alzata al cielo dopo la consegna da parte di Maurizio Beretta, presidente della Lega calcio; i giri di campo; la folla esultante; il tour per le principali vie della città sul pullman scoperto; l’abbraccio con la gente assiepata in piazza Mazzini, là dove la fontana si è trasformata in una piscina per i tuffi di rito; il pensiero già agli straordinari appuntamenti della prossima stagione, con un organico che inevitabilmente andrà riveduto e corretto. Eppure ad inizio campionato, come da intervista del novembre scorso, il presidente Giovanni Semeraro si sarebbe accontentato di giungere ai play off e poi tentare la via della promozione attraverso gli spareggi. L’ottimo lavoro svolto dal tecnico De Canio, invece, associato al mediocre livello complessivo del torneo cadetto appena concluso, hanno permesso al Lecce di ritornare sul palcoscenico della A dalla porta principale. I plausi, in questi casi, sono immancabilmente per tutti. Per la società, continua nella sua linea operativa – risultati sì ma con occhi spalancati sul bilancio – e abile a programmare subito la risalita.

Per l’allenatore, il materano Gigi De Canio, investito di funzioni manageriali e in grado di gestire al meglio un gruppo in cui ha amalgamato esperienza e gioventù. Per la squadra intera, con menzioni obbligate per capitan Giacomazzi, il cannoniere Corvia (17 reti), l’altro attaccante Marilungo (in prestito dalla Samp e in odore di rientro alla casa madre), il portiere Rosati cresciuto in casa, la vecchia guardia formata da Angelo, Fabiano, Munari e Vives, il valore aggiunto Di Michele (almeno nella seconda parte della stagione), l’algerino Mesbah prossimo a disputare i Mondiali sudafricani con la nazionale d’Algeria. Una rosa compatta, che tuttavia sul prospetto della A ha bisogno necessariamente di aggiustamenti. Un discorso da proiettare al futuro, mentre il presente è godimento assoluto.

fonte: corriere del mezzogiorno

Pubblicato il 31/05/2010


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