Salento - Falsi medici chiedono soldi per malati di tumore

Denucia da parte dell'oncologo G. Saravezza

  
 
 Soldi per i malati di tumore Ma è una truffa

Dopo i falsi preti i finti operai dell’Enel ed i finti missionari ecco i falsi dottori

 


  È allarme nel Sud Salento per una truffa «porta a porta» ai danni di tanti malati oncologici, molti dei quali in cura presso l’Unità operativa di Oncologia medica dell’ospedale di Casarano, diretta dall’oncologo Giuseppe Serravezza.   Dopo i falsi preti, i finti operai dell’Enel e i finti missionari, la nuova minaccia arriva da un medico fasullo. Questa volta, infatti, l’imbroglio passa per un «camice bianco», un sedicente oncologo in forza all’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce. Così, tale dottor Antonio De Benedittis, che si spaccia per responsabile di un «Centro congresso oncologico» (dicitura peraltro grammaticalmente scorretta) del «Fazzi», chiede contributi a familiari di pazienti «scelti», per l’organizzazione di un congresso oncologico che si dovrebbe tenere presso il teatro comunale di Nardò. 
Per spillare il denaro, al momento della richiesta, il truffatore ha un asso nella manica: il buon nome dell’oncologo Giuseppe Serravezza, responsabile dell’Unità operativa complessa di Oncologia ripartita tra gli ospedali di Casarano e Gallipoli, nonché presidente della Lega contro i tumori di Lecce. «Spendendo» il nome giusto, il colpo è assicurato poiché la reputazione e l’onorabilità del noto oncologo, attivo sul territorio da oltre 25 anni, difficilmente viene messa in dubbio dai suoi fedeli pazienti e dai rispettivi familiari. E se la «citazione» non dovesse bastare come garanzia, ecco che il truffatore, dopo aver intascato i soldi, rilascia tanto di «regolare» ricevuta a propria firma e un numero di cellulare. L’ultimo è il 346.1628326, anche se pare ne abbia un buon numero a disposizione.     L'attività illecita va avanti da diversi mesi, ma è venuta fuori solo quando, due giorni fa, il titolare di un negozio di Nardò, vittima del sedicente dottor De Benedittis, insospettito dal fatto che l’oncologo casaranese potesse mandare in giro collaboratori per chiedere contributi «porta a porta», ha presentato a Serravezza la ricevuta (di ben 150 euro) rilasciata dal truffatore. Immediata è scattata la denuncia del medico al Comando dei carabinieri di Casarano, per una truffa perpetrata a danno dei suoi pazienti - sono circa tremila quelli in cura presso la struttura da lui diretta - nonché della sua stessa onorabilità.     Poi è partita la caccia al truffatore. Serravezza ha immediatamente contattato l’Ufficio Personale della Asl di Lecce per verificare l’esistenza del «dottor Antonio De Benedittis», ma, come era facile prevedere, il nome e la qualifica si sono rivelati di pure fantasia. E scavando con insistenza, l’oncologo - quello vero - ha raccolto le testimonianze di altri pazienti raggirati, alcuni seguiti anche in altre strutture sanitarie. I casi finora noti sono almeno una ventina, tutti tra Casarano e Nardò. Le vittime hanno offerto contributi sostanziosi (nei termini di centinaia di euro) e lo squallido truffatore ha rilasciato loro anche diversi numeri di cellulare (tra gli altri, 388.1879596). Naturalmente, provando a comporre quei numeri, i telefoni fanno scena muta. 
«Ciò che più inquieta», tiene a sottolineare l’oncologo Giuseppe Serravezza, «è che il truffatore sembra andare a colpo sicuro, come se potesse disporre di dati sensibili sui pazienti oncologici della provincia, cui attingere per le richieste di contributi. Il tutto, insomma, anche in aperta violazione della legge sulla privacy. Nella sua rete è finito pure il parroco della chiesa “Sacro Cuore di Gesù” di Casarano, che mi conosce, ha stima di me, e proprio per questo mi ha subito contattato per capirne di più dopo aver incontrato il truffatore. Don Antonio avrà voluto aiutarlo pur sapendo che agiva in cattiva fede. Questo sconosciuto di certo sarà in difficoltà e ha bisogno di aiuto, ma per il bene di tutti i cittadini e dei miei pazienti, bisogna fermarlo. Non si specula sul dolore dei malati». 
«Invito tutti i cittadini a diffidare di chiunque dovesse presentarsi a domicilio o presso luoghi pubblici - quindi scuole, ospedali o uffici - per richiedere contributi in denaro a nome mio o dell’equipe medica della struttura da me diretta, o ancora a nome della Lega contro i tumori di Lecce». Questo è l’appello che l’oncologo Giuse ppe Ser ravezza, responsabile del Polo oncologico del Sud Salento e presidente provinciale della Lilt, rivolge a pazienti e cittadini tutti, per evitare il reiterarsi di truffe ai danni dei malati di cancro e dei loro familiari. E spiega: «Non è assolutamente nostro costume contattare i cittadini direttamente, o per telefono, allo scopo di richiedere contributi».
   Dottor Serravezza, è la prima volta che si verificano truffe che portano la sua «firma»?
   «Purtroppo no. Cinque anni fa, mi hanno segnalato addirittura che sette persone si aggiravano in una scuola elementare di Gallipoli per chiedere soldi e rilasciare ricevute false a nome mio e della Lega contro i tumori di Lecce. Sono state fermate poi a Pisticci, in provincia di Matera. Era una vera e propria banda organizzata di truffatori, tutti tarantini. Sono stato anche invitato a testimoniare al processo. Per loro è scattata la condanna, ma immagino che ormai siano già fuori. Ecco perché è importante che la gente - soprattutto gli anziani - sia informata su quanta gentaglia se ne va in giro a speculare sul dolore della gente, sfruttando il nome di professionisti che da anni operano sul territorio con impegno e nella più assoluta trasparenza».
   Come si può fare a fermare questo sporco imbroglio?
   «Per quanto mi riguarda, basta sapere che i volontari-referenti della Lilt di Lecce, peraltro ormai conosciuti dalla popolazione in ogni comune salentino, si rivolgono ai cittadini per chiedere contributi e sostegno solo per iniziative istituzionali della Lilt, come le Stelle di Natale. Ma la nostra raccolta fondi non avviene presso i privati cittadini con il metodo “porta a porta”. Purtroppo capita spesso che qualcuno si presenti offrendo pubblicazioni di qualunque tipo a nome della Lilt e richiedendo contributi in denaro. Ma si tratta di un’altra truffa, fate attenzione. I nostri bollettini sono inseriti all’interno della rivista dell’as - sociazione “Lega contro i tumori”, che viene distribuita gratuitamente. Per il sostegno delle nostre attività di formazione, prevenzione, assistenza e ricerca, fidatevi solo del nostro conto corrente postale (n.15441736) o bancario, presso la Bpp di Casarano».
 

fonte: gazzetta del mezzogiorno

Pubblicato il 05/05/2009


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