Salento - Appello delle associazioni del Sud Salerto

Si chiede di non tagliare fondi che incideranno sulle cure ed assistenze sanitarie

Appello associazioni disabili del Sud Salento

«La lite sul piano di rientro tra Governo e Regione non penalizzi i più deboli».

 


Salento - Parte dalle associazioni a servizio dei diversamente abili del Sud Salento un appello al Ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, e al Governatore della Puglia, Nichi Vendola, a rivedere i tagli sulla spesa pubblica che incideranno sulle cure e le assistenze sanitarie.  Tra i sodalizi firmatari si contano la comunità Emmanuel di Ugento, la fondazione Don Tonino Bello di Alessano, l’Auser Puglia, il Gruppo di volontariato vincenziano, la Fidas, l’Apis (Agenzia pugliese di intervento e studio sulle dipendenze patologiche), L’Agesci Lecce 3, l’ associazione Insieme per i disabili di Alessano, l’ associazione Luce e sorrisi, il  Cadis (Coordinamento delle associazioni per disabili del Salento), la Consulta sulla salute, il Csvs, l’ associazione Cuamj (Centro universo autistici meridionale jonico), l’associazione Sfera, e l’associazione Tonga Soa. «Sempre più spesso i nostri concittadini chiedono aiuto alle organizzazioni di terzo settore – affermano i volontari, che hanno scritto anche ai ministri di economia e salute - lamentando l'impossibilità di sottoporsi a terapie, esami e indagini indispensabili per la loro sopravvivenza. In tanti – stigmatizzano - sono costretti a rinviare anche di un anno la cura che potrebbe salvare loro la vita e in troppi si rivolgono a noi angosciati perché non sanno se riusciranno a resistere. Siamo anche consapevoli che ogni azione di buon governo non può prescindere dal rispetto di quelle norme etiche e civili di base – aggiungono - che rappresentano il fulcro su cui si costruisce e si regge uno Stato, ma una comunità può progredire solo se è in grado di garantire la sopravvivenza dei propri membri. Per questo chiediamo che il necessario risanamento economico e finanziario della sanità pugliese non venga costruito sul sacrificio dei più deboli. Siamo preoccupati che la mancata approvazione del piano di rientro in tempi rapidi – è il loro timore - possa comportare la perdita dello stanziamento di 500milioni di euro a favore del servizio sanitario pugliese».

mauro ciardo

 

Pubblicato il 27/11/2010


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