S.S. 275 - Scontro sempre più politico - parte seconda

La Provincia tende la mano

 La Provincia tende la mano
  «Siamo aperti alle modifiche, purché l’opera venga realizzata» 
      

«Restiamo aperti alle modifiche sull’ul - timo tratto, purché l’opera si realizzi». Sul raddoppio della strada statale 275 che collega Maglie a Leuca, la Provincia tende ancora una volta la mano alla Regione con lo scopo di trovare un accordo che consenta di non perdere i fondi. Ma la tensione resta alta dopo l’uscita della vicepresidente della Regione, Loredana Capone, che nei giorni ha accusato  la giunta Gabellone   di «interessi speculativi» sul progetto. Da qui la convocazione, ieri mattina a palazzo Adorno, di una conferenza stampa dell’assessore provinciale al    Bilancio, Silvano Macculi, insieme con i sindaci delle comunità interessate al raddoppio dell’arteria, per “ristabilire i fatti” ripercorrendo, tappa dopo tappa, la storia del progetto. E contro, ha precisato Macculi, la «ricostruzione pasticciona e fuorviante di Loredana Capone e del centrosinistra». Dei sindaci invitati, tuttavia, erano presenti solo il primo cittadino di Maglie, Antonio Fitto, e i rappresentanti dei Comuni di Andrano, Botrugno e Gagliano del Capo.  «La 275 è l’unica grande opera che si sta realizzando nel Salento negli ultimi vent’anni, voluta da tutti e nel tempo, finanziata nel 2003 dalla Giunta regionale di centrodestra guidata da Raffaele Fitto e poi dal governo Berlusconi per la restante parte; forse per questo la giunta Vendola e il centrosinistra non la vogliono e allora è bene parlare chiaro», ha esordito l’assessore Macculi.  Poi, carte alla mano, ha spiegato: «Il raddoppio della 275 è un progetto valutato dalle quindici amministrazioni comunali, votato in conferenza dei servizi a Roma il 15 marzo 2006, da tutti gli enti interessati, compresa la Regione che era presente non con un rappresentante politico ma direttamente con l’Ufficio Espropri. A febbraio 2007, però - ha aggiunto - quando ormai si aspettava l’appalto, la Regione Puglia, con una delibera richiesta dal presidente Pellegrino, avrebbe spostato 40 milioni di euro dalla 275 alla Maglie-Otranto,   per poi, su protesta dei sindaci, ristabilire 150 milioni di euro a favore del raddoppio della 275 che, soltanto per esiguità di risorse, allora, poteva arrivare solo fino a San Dana. Dulcis in fundo, sempre la Regione di Vendola ha presentato prima il ricorso al Tar in campagna elettorale e ora al Consiglio di Stato. «Da qui si capisce - continua Macculi - che la realizzazione dell’opera è una corsa a ostacoli che va avanti da tempo e tutta questa strumentalizzazione è fatta da chi non conosce l’iter come Loredana Capone, che maldestramente cerca di dire che ci sono interessi speculativi. L’interesse, allora, dovrebbe essere delle 37 amministrazioni e di tutti gli enti che hanno votato a favore nel 2006, Regione compresa. Viene allora da pensare che se hanno agito in buona fede, sono degli sfaticati perché non hanno partecipato né alla conferenza dei servizi né alle riunioni del Cipe, né hanno pensato di studiare l’opera per tempo. Se sono in mala fede, è perché questa è un’opera finanziata dal centrodestra».  Polemiche politiche a parte, il confronto resta aperto. «Il progetto non è invasivo - ha   proseguito Macculi - ma va sicuramente migliorato nell’ultimo tratto. Tutti i sindaci e il presidente Gabellone sono disponibili a mitigare l’impatto ambientale, purché la 275 si realizzi. Dal progetto definitivo a quello esecutivo si possono apportare delle varianti, perciò si smetta di fare solo demagogia, altrimenti 288 milioni di euro già stanziati, andranno perduti. Questo - ha chiarito - è un progetto che ha i ponti rivestiti con pietre a secco, ha 15 milioni di euro per l’ir rigazione del verde, ha 12 milioni di euro per opere che si realizzano nei comuni per sistemare le viabilità, ci sono i cunicoli per il passaggio degli animali. Inoltre, Anas ha già comunicato che la sopraelevata tra Salignano e Gagliano può essere interrata con un tunnel. Anche la rotatoria finale in realtà è una bufala, perché esiste già il triangolo con una rotatoria quasi completa che verrebbe solo chiusa, e altre soluzioni si potrebbero trovare per addolcire il viadotto. Serve solo un tavolo, convocato per tempo e che si svolga in provincia di Lecce, per trovare un punto d’incontro. Ma chiediamo serietà».

fonte: gazzetta del mezzogiorno

Pubblicato il 08/09/2010


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