S.S. 275 - I comitati pro 4 corsie scrivono a Vendola

Venga da noi e capirà le nostre ragioni

 I COMITATI PRO 4 CORSIE SCRIVONO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE
  «Vendola venga da noi capirà le nostre ragioni» 

 SANTA MARIA DI LEUCA. «Presidente Vendola, l’aspettiamo per percorrere insieme gli ultimi sette chilometri pieni di insidie». Il comitato a favore della realizzazione senza modifiche della Maglie–Leuca, composto da 13 associazioni territoriali (tra queste le Pro loco di Leuca e Gagliano, il sistema Slot di Leuca, gli emigranti di Corsano, l’associazione «Fami   liari vittime della strada» e alcuni periodici) ha inviato una lettera al governatore Nichi Vendola illustrando le motivazioni che spingono a promuovere una 275 «completa». Una richiesta forte delle mille firme raccolte a favore della causa. «Presidente – hanno scritto i membri del coordinamento - se un barlume di buon senso alberga ancora nella politica, prenda il coraggio a due mani e provi a scendere in quel profondo Capo di Leuca che, forse, non conosce. Non si lasci fuorviare dal protagonismo di tanti suoi "interessati estimatori" che, dietro una patina di stucchevole perbenismo ambientalista, stanno solo speculando, seminando il panico, sugli effetti (a loro dire devastanti) di un'opera attesa da decenni. Attesa – rimarcano - non per il manifatturiero, non per gli interessi sottesi dei "signori del cemento", non per guadagnare tre o quattro minuti di tempo, non per il vezzo di avere gli svincoli alla “texana”, ma per una molteplicità di ragioni. Noi viviamo e lavoriamo nel Capo di Leuca e non abbiamo bisogno che attori, registi e pseudo-intellettuali si scomodino dai loro salotti ovattati di Lecce o Bari per venire a insegnare ai "trogloditi" del Sud Salento l'amore per la propria terra».  Poi l’invito. «Noi l'aspettiamo per un percorso lungo le insidie e le trappole mortali di una "strada parco" partorita a tavolino senza supporti tecnici e senza la benché minima idea di cosa sia la mulattiera che spacca in due l'abitato di Gagliano, davanti a   un ospedale, un distretto sanitario, un istituto di riabilitazione, un convento, centinaia di attività economiche commerciali e artigianali, ristoranti e sale convegni, quattro distributori di carburanti con aree di servizio annesse, un parcheggio, un deposito di pullman e tanti semafori». Alla fine un appello. «Presidente dia ascolto anche alle ragioni di quel territorio non politicizzato – concludono - molto più rappresentativo di qualche disinformato ambientalista di maniera».

mauro ciardo

 

Pubblicato il 25/04/2010


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