Raddoppio S.S. 275 - Il TAR rimanda la decisione

Ultimo miglio - ancora tutto da decidere

GAGLIANO DEL CAPO -  IL TAR NON SI PRONUNCIA PER CONSENTIRE AI COMUNI DI COSTITUIRSI PARTE CIVILE
  Raddoppio della 275 decisione rinviata finanziamenti a rischio 
 

SAN DANA (GAGLIANO DEL CAPO - Il Tar rinvia la decisione sull’«ultimo miglio» della 275 per consentire ai Comuni di costituirsi parte civile, mentre si teme la scomparsa dei fondi. La prima sezione del tribunale amministrativo regionale riunitasi ieri mattina, ha deciso di rinviare al prossimo 23 giugno la discussione nel merito al ricorso presentato da Regione, associazioni ambientaliste e Comune di Alessano, sullo stralcio del tratto finale della statale a   quattro corsie. Il ricorso era stato presentato al Tar lo scorso marzo contro la cantierizzazione degli ultimi sei chilometri della Maglie-Leuca in cui dovrebbero sorgere, secondo il progetto della Prosal, un viadotto all’altezza di San Dana, un ponte tra Gagliano e Salignano e una rotatoria a Leuca. Quando i giudici si espressero sospendendo il progetto per la parte finale e rinviando la decisione nel merito alla seduta in programma ieri, la Provincia, l’Anas e il Comune di Castrignano del Capo si opposero con un altro ricorso.   Un nuovo capitolo si registrò quando la questione finì davanti al Consiglio di Stato, ai primi di maggio, dove si decise che l’argomento era di esclusiva competenza del Tar, aprendo però alla cantierizzazione del restante tratto da Maglie all’innesto con la provinciale 210, in territorio di Alessano. Ieri mattina il Tar ha ritenuto di dare la possibilità ai 15 comuni del tratto interessato di costituirsi, visto che l’integrazione al contradditorio da parte dei ricorrenti era stata presentata solo tre giorni fa, in un tempo limite che non ha   permesso agli interessati di leggere la documentazione.  L’ulteriore stop di un mese però preoccupa. Qualcuno infatti paventa il rischio di un riassorbimento dei fondi da parte del Governo, impegnato a recuperare risorse. «Dobbiamo solo scongiurare di non perdere le somme impegnate - dice l’avvocato Pietro Quinto, che sostiene le ragioni della Provincia (la Regione è rappresentata dal legale Giovanni Pellegrino, ndc) - visto che i lavori sono fermi così come i soldi già stanziati e ancora non utilizzati».

mauro ciardo

Pubblicato il 27/05/2010


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