Patù - Presunta maxi-evasione da 2 milioni di euro

Al setaccio i conti della GEA di Gagliano del Capo

PATÙ -  PASSATI AL SETACCIO I CONTI DELLA «GEA» DI GAGLIANO, SPECIALIZZATA NELLA PRODUZIONE DI SCARPE PER LE GRANDI FIRME
  Maxi-evasione da 2 milioni? Imprenditore finisce nei guai
  Ma l’azienda si difende: «Cifre false, e abbiamo solo pagato in ritardo» 

PATU ’ -  Un’azienda finisce nel mirino del fisco per una presunta evasione di oltre due milioni di euro e il titolare, un 54enne di Patù, viene denunciato alla Procura.   L’imprenditore è accusato di aver sottratto ingenti somme alle casse dello Stato.  La «Gea», la fabbrica in questione, si trova nella zona industriale di Gagliano del Capo ed è specializzata nella produzione su commissione di scarpe per grandi marche, come Gucci e Prada.   Le forze dell’ordine, dopo aver analizzato i periodi tributari degli anni 2007 e 2008, ritengono che l’Iva non pagata per il primo anno di accertamento si aggiri attorno ai 200mila euro, mentre i ricavi nascosti all’erario per l’anno successivo ammonterebbero a circa due milioni di   euro.  Ma la società respinge tutte le accuse che gli sono piovute addosso e si difende precisando di aver solo pagato in ritardo.  «La denuncia è dovuta a imposte pagate in ritardo, non a imposte evase - tiene a precisare l’azienda - Lo stesso ritardo si deve alla circostanza che i crediti dell’azienda verso l’Inps per cassa integrazione, totalmente anticipata ai dipendenti nel 2008, sono stati riconosciuti per un importo pari a quasi 120mila euro con più di un anno di ritardo, impedendo così di procedere alla compensazione». La mancata dichiarazione dei redditi per il 2008 sarebbe imputabile, secondo il rappresentante della società, ai disguidi seguiti al cambio di   contabile. «Sarebbe da stupidi omettere volutamente la dichiarazione poiché – sottolinea - tutti sanno che nel giro di pochi mesi scatta la verifica degli organi competenti. Non a caso abbiamo consegnato in brevissimo tempo tutta la documentazione necessaria». E contrattacca: «È falso che siano stati evasi due milioni di euro. La cifra si riferisce infatti al fatturato della società e non alle imposte evase. Imposte il cui valore è di modestissima entità, considerando che la società ha chiuso il bilancio del 2008 con pesanti perdite. Nel momento in cui saranno quantificate - conclude -, verranno compensate con il credito che la società ancora oggi vanta nei confronti dello Stato».   

mauro ciardo
 
 
 
 

Pubblicato il 15/07/2010


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