Parco naturale Leuca Otranto Tricase

Beghe politiche bloccano il parco

 A DUE ANNI DALL’ISTITUZIONE, L’AREA PROTETTA NON RIESCE A DECOLLARE.

 È guerra per la poltrona di presidente fra l’Unione e lo schieramento opposto dei dodici comuni non trovano l’accordo e lo stallo continua 


    «Le guerre di schieramento rischiano di rallentare pesantemente il cammino del Parco naturale». L’area protetta «Otranto - Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase» non riesce a trovare la quadratura del cerchio e il sindaco di Andrano, Giuseppe Accogli, dà uno scossone per sbloccare lo stallo attuale.
   «La nomina del presidente dell’ente -    puntualizza il primo cittadino, da sempre tra i principali promotori dell’oasi naturalistica - ha scatenato infatti guerre intestine tra i 12 Comuni interessati (all’interno del parco regionale, ricadono anche i territori costieri di Alessano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Ortelle, Otranto, Santa Cesarea Terme, Tiggiano e Tricase, ndc) sfociate in uno scontro serrato tra le amministrazioni di centrodestra e quelle dello schieramento opposto».
   E così, a oltre due anni dall’istituzione (sancita con la legge regionale numero 30 del 26 ottobre 2006), il parco naturale della costa adriatica salentina fatica a spiegare le vele.
   «La situazione - continua il sindaco di Andrano - è andata irrigidendosi con il passare dei mesi, tanto da risultare ad oggi praticamente bloccata. Forse, alcuni dei protagonisti hanno gestito male la questione, tanto che gli interessi di partito alla fine stanno prevalendo su quelli più generali e importanti del parco costiero».
   Come detto, il problema principale riguarda la nomina del presidente del consorzio gestore (nel quale trova posto, almeno per il primo periodo, anche la Provincia di Lecce): una figura che, incompatibile con le cariche amministrative e istituzionali, deve essere eletta dall’assemblea consortile (composta dai 12 sindaci e dal rappresentante di Palazzo dei Celestini), così come previsto dallo statuto dell’ente.
   «Da almeno un paio di mesi - puntualizza Giuseppe Accogli - ci stiamo barcamenando tra prese di posizioni dei vari primi cittadini, strappi più o meno gravi, comportamenti poco decifrabili. Ad oggi, sembra poi che la nomina del presidente debba quindi essere il risultato di uno scontro tra sindaci del centrosinistra e quelli del Pdl, con alcuni colleghi - continua ancora il sindaco di Andrano - che pendono ora da una parte ora dall’altra. Nel mentre, chi dovrebbe cercare di serrare le fila non riesce a svolgere il suo ruolo. Una situazione insostenibile, nella quale tutti gli attori in scena - ammonisce Accogli - rischiano una pessima figura».
   Un cammino sempre in salita quello del parco regionale «Otranto - Santa Maria di Leuca - Bosco di Tricase», sin dalla istituzione. Prima gli interessi legittimi di ciascun Comune salvaguardati attraverso una lunga serie di tavoli tecnici; poi i ricorsi di diversi privati sulla legittimità della legge regionale istitutiva dell’area protetta, con la querelle giudiziaria che si è conclusa lo scorso luglio dinanzi alla Corte costituzionale, con esito sfavorevole ai ricorrenti. Ora questa nuova grana sulla nomina del presidente. «L'auspicio - dichiara il sindaco di Andrano, Giuseppe Accogli - è che la situazione di questi ultimi mesi venga superata nel nome di quella unità generale di intenti che deve sempre primeggiare sull'interesse particolare».

fonte - gazzetta del mezzogiorno (g. m.)

Pubblicato il 25/01/2009


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