Novaglie - Marina divisa in due

Bene la zona di Alessano, si ribella la parte di Gagliano

GAGLIANO LA MARINA È DIVISA IN DUE. NELLA ZONA APPARTENENTE AD ALESSANO VA TUTTO BENE, NELL’ALTRA NASCE UN COMITATO DI PROTESTA
«Servizi scadenti», si ribella la parte povera di Novaglie

NOVAGLIE (GAGLIANO DEL CAPO). «La marina è nel degrado, senza acqua, fogna e strade». A protestare contro la situazione in cui versa la località che affaccia sull’Adriatico, per metà amministrata dal vicino comune di Alessano, è un gruppo di residenti proprietari di abitazioni sul versante che loro stessi definiscono “po - vero”. La parte gaglianese infatti, manca di alcuni servizi più volte richiesti ma mai realizzati. Ora è un coordinamento tra quindici famiglie, rappresentato dal portavoce Stefano Sergi, a farsi avanti e reclamare più attenzione.      «Abitiamo sulla strada litoranea tra Castro e Leuca - affermano i proprietari - ed è sconcertante vedere che le case accanto alle nostre, ubicate nel territorio di Alessano, sono fornite del servizio di distribuzione idrica. Qui le tubature dell’Acquedotto pugliese sono arrivate da molto tempo, mentre noi che siamo nella parte di Gagliano dobbiamo attrezzarci con i rifornimenti delle autobotti, che molto spesso hanno difficoltà a salire o scendere lungo stradine ripide».      Oltre all’acqua manca la fognatura. «Se si punta allo sviluppo di una località turistica - chiede il gruppo di residenti - come si può lasciare una marina senza questo servizio? Da tempo ci siamo rivolti all’am - ministrazione comunale per dotare anche Novaglie di impianti per la fogna nera, aumentando in questo modo il livello qualitativo della località che in questo modo non dovrebbe più fare i conti con emergenze igienico-sanitarie. Purtroppo finora - stigmatizzano - nessuno ci ha dato risposte adeguate». Per non parlare delle vie di collegamento. «Dalla litoranea esiste un’unica strada che conduce fino al vecchio scalo - osserva Sergi - ma da qui non esiste una via di comunicazione in grado di creare un collegamento con la strada superiore, costringendo gli automobilisti a imbottigliarsi perché devono ritornare lungo la stessa carreggiata. Da quello che sappiamo la continuazione di questa strada era stata progettata - sostiene il portavoce - ma non è stata mai realizzata. Con questo nascente movimento abbiamo già raccolto l’adesione di quindici famiglie e altre se ne stanno aggiungendo in questi giorni. Ci sentiamo abbandonati - concludono - vogliamo interventi seri per una migliore vivibilità». 
 
mauro ciardo

Pubblicato il 31/08/2009


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