Mancano i fondi, rischiano la chiusura i Cantieri Koreja

Il ministero potrebbe revocare i fondi

Cantieri Koreja, mancano i fondi e il ministero può revocare il contributo
 


Salento - All’inizio era un vecchio immobile abbandonato alla periferia di Lecce. Dodici anni fa (e grazie a circa un milione di euro, fondi propri ottenuti con un mutuo e impiegati in lavori di ristrutturazione) l’ex mattonificio Astoricchio-De Vitis è diventato un teatro stabile: l’unico della provincia e, insieme al Kìsmet di Bari, l’unico anche dell’intera regione.
All’inizio era un vecchio immobile abbandonato alla periferia di Lecce. Dodici anni fa (e grazie a circa un milione di euro, fondi propri ottenuti con un mutuo e impiegati in lavori di ristrutturazione) l’ex mattonificio Astoricchio-De Vitis è diventato un teatro stabile: l’unico della provincia e, insieme al Kìsmet di Bari, l’unico anche dell’intera regione.

Oggi i cantieri teatrali Koreja - tremila metri quadri di laboratori, sala prove, uffici e palcoscenici in via Guido Dorso - rischiano di chiudere battenti, ma promettono di non arrendersi di fronte all’impossibile. Almeno non senza aver lottato per garantire che anche a Lecce la cultura non sia un diritto solo di chi può permettersi di pagare cifre enormi. È partito proprio in questi giorni un grido d’allarme che si traduce in una raccolta firme per chiedere a tutti gli amanti della cultura - e soprattutto alle migliaia di spettatori che affollano le loro rassegne - di mobilitarsi per salvare i cantieri dove sono cresciuti alcuni attori che poi, a loro volta, hanno creato piccole compagnie attive in tutta la provincia. Ai Koreja hanno militato gli attori che poi hanno dato vita alla compagnia Terramare di Nardò, ma anche Ippolito Chiarello e Teresa Ludovico, oggi direttrice artistica del teatro Kismet di Bari.

Il problema, quello che rischia di far saltare, quest’anno, la storica rassegna serale “Strada maestre”, è la carenza di fondi. In un bilancio di circa un milione di euro l’anno, solo 200mila (il 20%) arrivano da un ente pubblico, cioè dalla Regione Puglia. «Il comune - spiega il direttore, Franco Ungaro - non ha mai contribuito, mentre da un paio d’anni a questa parte è venuto meno anche il sostegno della Provincia, che prima ci sosteneva con 90mila euro, diventati 70mila euro negli ultimi anni. Così non ci sono soluzioni alternative: si chiude».

Avere il sostegno da parte di enti pubblici per almeno il 40% del bilancio, che in questo caso sarebbero 400mila euro, è il criterio essenziale per continuare ad avere non solo il riconoscimento ministeriale di “teatro stabile”, ma anche la linfa vitale dei 140mila euro di contributo che arrivano dal Fus, il fondo unico per lo spettacolo già tagliato del 15% negli ultimi anni.

Il dramma è anche quello dei 17 dipendenti, che rischiano di fare la fine dei tre licenziati nell’ultimo periodo perché non si riusciva più a pagare gli stipendi. «È anche per loro - prosegue Ungaro - che chiediamo la mobilitazione popolare».
Eppure, il sostegno popolare non manca, tant’è che i numeri della passata stagione parlano di un piccolo miracolo: “Strade Maestre”, la rassegna serale, ha raggiunto quasi 6mila spettatori; “Teatro in Tasca”, rassegna per famiglie con bambini della domenica mattina (e in replica la domenica pomeriggio), di spettatori ne ha avuti 3.500, mentre gli spettacoli di “Teatro Scuola”, le rassegne pensate per gli studenti hanno superato la soglia dei 9mila spettatori. Il tutto, con prezzi che non superano i 12 euro per spettacolo, perché nella filosofia di chi in quel teatro ci lavora non c’è il tentativo di fare profitto, ma quello di diffondere la cultura e la passione per il teatro.

Lo sanno bene anche all’estero, dove approdano ormai da anni le tournèe di Koreja che, come sottolinea Ungaro, «è uno dei rarissimi casi in Italia in cui si fa teatro di produzione, tant’è che il 60% del bilancio proviene proprio dalla vendita dei biglietti, mentre in quasi tutti gli altri casi la fetta più grande di fondi arriva dalle sovvenzioni pubbliche». Solo per fare alcuni esempi, “La passione delle troiane” sarà in scena l’8 ottobre in Georgia e “Giardini di plastica” approderà alla fine del mese in Brasile.

 

 

Firma la petizione on line:

http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=Koreja

Pubblicato il 10/09/2011


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