Gagliano del Capo - Sentenza TAR ed ospedale

dal Corriere del Mezzogiorno

Ospedali, arriva il primo «no» del Tar
A Gagliano del Capo stop alla chiusura
Il tribunale sospende la misura prevista dalla Regione
Fiore: «Se ci saranno problemi è colpa del giudice»

 


Gagliano del Capo  — Il Tar Puglia boccia il Riordino ospedaliero e ferma la chiusura dell’ospedale di Gagliano del Capo (Lecce). È il primo caso in cui un giudice amministrativo interviene per bloccare l’applicazione della delibera regionale (regolamento numero 19 del dicembre 2010) che riorganizza il settore sanitario. E che, in particolare, impone la chiusura e la riconversione di 18 ospedali, ai fini di ottenere i risparmi indicati dal Piano di rientro dal deficit.

La reazione dell’assessore alla Salute, Tommaso Fiore, è sconfortata e rabbiosa: «Ora sia il Tar ad amministrare la sanità della Puglia». Il provvedimento è stato emesso dal Tar di Bari: si tratta di un decreto assunto dal presidente della seconda sezione. In termini tecnici, si definisce «misura cautelare monocratica». In pratica, è un provvedimento urgente del presidente e non dell’intero tribunale. La decisione è chiara: viene decretata la «sospensione provvisoria» del regolamento di riordino ospedaliero nella parte in cui è prevista la disattivazione dell’ospedale di Gagliano, uno dei 18 destinati alla chiusura. Lo chiedeva un ricorso presentato dall’amministrazione comunale gaglianese (per mezzo dell’avvocato Pietro Quinto di Lecce) sulla base di un difetto del provvedimento regionale: non si prevedeva, contestualmente alla chiusura, anche la «doverosa riconversione in strutture sanitarie alternative». Tanto più necessarie, perché, si discute di una zona del territorio pugliese periferica e non particolarmente attrezzata sul piano sanitario. A supporto di tale ricorso, se n’è aggiunto un altro presentato da un gruppo di malati oncologici. I quali, causa la chiusura di Gagliano, dovranno muoversi verso altri centri per ricevere le cure. Il ricorso, inoltrato a Lecce, è stato notificato oltre che alla Regione anche alla Asl e ai ministeri dell’Economia e della Salute che hanno firmato il Piano di rientro. Ma proprio questi hanno chiesto e ottenuto che la causa fosse spostata a Bari. In questo modo è trascorso tempo prezioso per l’esame degli atti e i ricorrenti si sono rivolti al presidente del Tribunale per ottenere un decreto urgente, prima che si tenga la camera di consiglio fissata per il 7 aprile.

La ragione consiste nel fatto che il 31 marzo scade il termine fissato dalla Asl per «l’accorpamento dell’unità operativa di medicina interna dallo stabilimento di Gagliano a quello di Gallipoli». È l’avvio dello smantellamento dell’ospedale e il contemporaneo trasferimento delle cure oncologiche. Il presidente della seconda sezione, Vito Mangialardi, ha accettato la richiesta. Fiore è stupito: «Prenderò tutti i nostri provvedimenti - dice con un’evidente iperbole - e soprattutto quelli che attengono al Piano di rientro. Li porterò al Tar, cui chiederemo di amministrare la Puglia in materia sanitaria. Per quello che so, non ci sono altri organi che possano gestire tale materia, se non la Regione». E siccome, fa intendere l’assessore, sembra che si impedisca alla Regione di farlo, allora la conseguenza non può che essere un’altra. «Prendo atto della decisione - conclude Fiore - e spero che qualcun altro amministri per conto della giunta. I pugliesi sappiano che se dovessero aver problemi nell’erogazione dei servizi, dovranno rivolgersi al Tar». Non è la prima volta che Fiore polemizza con il Tar. A giugno scorso, dopo un altro provvedimento sfavorevole, mandò a dire ai giudici di ritenerli responsabili di «un corto circuito istituzionale, in cui corpi dello Stato marciano per proprio conto e impediscono di governare nell’interesse pubblico».

fonte: corriere del mezzogiorno a firma Valentina Marzo e Francesco Strippoli
 

Pubblicato il 30/03/2011


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