Gagliano del Capo - S.O.S. per l'ospedale

Si cerca di salvare il "Daniele - Romasi"

 E i sindaci del Capo restituiscono le fasce
  Si gioca l’ultima carta per salvare il «Daniele-Romasi» 


di  MAURO CIARDO 

GAGLIANO DEL CAPO -  I sindaci del Capo di Leuca pronti a restituire le fasce tricolori al prefetto e a scendere in piazza per protestare contro la chiusura del «Daniele- Romasi». La ribellione delle amministrazioni comunali dell’area, servita dalla daliera a rischio, non si limiterà solo a un semplice atto dimostrativo in via XXV luglio a Lecce, ma è pronta ad estendersi. Martedì prossimo tutti i consiglieri comunali e le giunte capeggiate dai primi cittadini di otto comuni occuperanno corso Umberto I a Gagliano del Capo, con tanto di gonfaloni e slogan, mentre si organizza la trasferta a Bari per manifestare la rabbia sotto le finestre della Regione.  A scatenare la protesta delle amministrazioni civiche è stato l’annuncio dell’assessore regionale alla sanità, Tommaso Fiore, che il presidio ospedaliero è destinato a chiudere definitivamente i battenti dopo anni di agonia e di incertezza sulla sua destinazione. Proprio in questi giorni si sta registrando l’ultima “batosta” con l’interruzione dei ricoveri in medicina e psichiatria dovuti a cause tecniche. Per la prima branchia medica non sarà possibile curare le patologie cardiocircolatorie, quelle respiratore e quelle metaboliche a causa della rottura dell’emogasometro, in psichiatria interventi tecnici “indifferibili” costringono i pazienti a trasferirsi in altre strutture sanitarie. Il laboratorio analisi dovrebbe essere smantellato per lasciare solo un centro prelievi. Quella del declassamento e della chiusura dell’ospedale gaglianese è una soluzione da sempre osteggiata dal presidio permanente dei sindaci, che insieme amministrano una popolazione di 40mila abitanti.  La reazione, come hanno annunciato ieri mattina, sarà la più dura mai registrata nei   confronti dei vertici regionali e il gesto di restituire le fasce tricolori al prefetto di Lecce sarà solo l’inizio. «I nodi sono arrivati al pettine – stigmatizza il coordinatore del presidio, il sindaco di Gagliano Antonio Buccarello – questa non è una battaglia localistica ma di civiltà, perché i cittadini di quest’area hanno diritto alla salute come tutti gli altri. Sono anni che lamentiamo l’insana gestione della Asl che l’anno scorso ha procurato un disavanzo di 88 milioni di euro, attutito solo dalle maggiori entrate regionali, e che quest’anno si annuncia di 86 milioni ma senza i trasferimenti di soldi. Al momento dell’approvazione del Piano attuativo locale – ricorda – Gagliano fu l’unico a votare contro nella Consulta chiamata a esprimere un parere».  Martedì sera in piazza si terrà la manifestazione promossa dalle amministrazioni, a cui dovrebbero partecipare anche esponenti politici provinciali e regionali. Il clima si annuncia rovente.    «Queste sono le promesse di Vendola fatte sul piazzale dell’ospedale cinque anni fa – tuona Buccarello – andremo a Bari per far sentire la nostra voce perché il governatore non si è mai degnato di rispondere ai nostri inviti in tanti anni. Hanno solo trovato il tempo – conclude – di adeguare le indennità per i manager Asl».

Pubblicato il 15/07/2010


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