Cronaca - Studentessa leccese muore durante gioco erotico

L'incidente avvenuto a Roma

Studentessa leccese muore a Roma durante un gioco erotico
 


Salento – Una ragazza di 23 anni è morta e un’altra di 24 è finita in ospedale in gravi condizioni a Roma dopo essere state legate con delle corde durante un gioco erotico giapponese in un garage a Roma. A chiamare i soccorsi, intorno alle 4.45 della scorsa notte, è stato un romano di 45 anni che, secondo quanto si è appreso, in un parcheggio in via di Settebagni, alla periferia di Roma, stava partecipando con loro alla costrizione erotica dello Shibari: un’antica forma artistica di legatura giapponese. La corda che avvolgeva le due ragazze, ancora vestite, aveva dei piccoli nodi. Per la 23enne, una studentessa universitaria fuori corso originaria della provincia di Lecce, non c'è stato nulla da fare, mentre la 24enne è stata portata in codice rosso all’ospedale Sant'Andrea.

Le due ragazze coinvolte nel gioco erotico  erano legate con una stessa corda (ognuna da uno dei due capi opposti) in varie parti del corpo fino al collo. La corda passava su una trave orizzontale all’altezza di due metri da terra, una sorta di tubo metallico all’interno di un garage di proprietà dell’Agenzia delle Entrate.

Attraverso il gioco dello Shibari ognuna faceva da contrappeso all’altra alternandosi in saltelli: una scendeva verso terra, l’altra saliva verso l’alto con il balzello, dandosi la spinta con le punte dei piedi, in una sorta di dondolio. Salendo, la corda provocava uno strozzamento che durava alcuni secondi: il soffocamento, secondo alcune tecniche erotiche, produce infatti una sensazione simile all’orgasmo. Ma una delle due ragazze a un certo punto è svenuta restando in terra e costringendo a restare in alto l’altra, che è così morta impiccata.

Al gioco assisteva un ingegnere romano, che le avrebbe legate.  La ragazza rimasta gravemente ferita è una dipendente dell’Enav. A quanto si apprende i locali sotterranei, in cui si è svolto il gioco erotico finito male,  sono comuni all’Agenzia delle Entrate e all’Enav, i cui uffici si  trovano ai piani superiori.  Sarebbe stata proprio la giovane dipendnete dell'Enav a indicare il vano caldaia del palazzo dove lavora come usciere, in via di Settebagni. Le due ragazze, consenzienti, erano state legate in maniera molto stretta, con poco margine. Il minimo movimento di una, condizionava i movimenti dell’altra.
 

fonte: gazzettadelmezzogiorno

Pubblicato il 10/09/2011


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