Corsano - Il depuratore funziona - il mare è pulito

Il Sindaco tranquillizza

CORSANO  -  IL SINDACO TRANQUILLIZZA: IL DEPURATORE FUNZIONA BENE
«Il nostro mare è pulito e ogni allarme risulta ingiustificato» 

 

 C O R S A N O. «Il nostro mare è pulito, quasi da bere, e il depuratore non è più un problema». All’indomani dell’affidamento dei lavori per lo spandimento delle acque sui campi, che dovrebbe partire il prossimo 1° luglio, il sindaco di Corsano, Biagio Cazzato, smorza le polemiche e attenua gli allarmismi su un probabile inquinamento della costa dovuto agli scarichi del depuratore, mostrando i risultati delle analisi che il Comune ha fatto eseguire nel corso del tempo. Dati da cui risulterebbe che l’acqua marina sulla fascia adriatica non è inquinata. A lanciare l’allarme da qualche tempo erano state le associazioni ambientaliste, come Sos costa Salento e Coppula tisa, che avevano puntato l’indice non solo sul depuratore corsanese, ma anche su quello vicino di Tricase, rei, a loro dire, di sversare in mare acque contenenti tensioattivi e alte percentuali del batterio escherichia coli. Giorni fa era stato il sindaco di Tricase, Antonio Musarò, a fugare i dubbi annunciando che dalle analisi ordinate dal suo municipio i risultati pendevano a favore della balneabilità. Stessa cosa per Corsano, a quanto sembra, in un periodo in cui la scogliera si sta riempiendo di vacanzieri e bagnanti in cerca di notizie sulla possibilità di fare il bagno. «L'allarmismo è stato esagerato - commenta il primo cittadino di Corsano - i bagnanti possono stare tranquilli e fare il bagno in totale sicurezza. A questo si aggiunge la rassicurazione che dal 1° luglio le acque del depuratore non finiranno più in mare ma sui campi. L’impianto di depurazione di Corsano (che serve anche i comuni limitrofi di Alessano e Tiggiano, ndc) - sottolinea Cazzato - è tra i migliori in Italia e manca solo l’ultimissima fase per rendere l’acqua potabile». 
Dai dati forniti dall’ufficio tecnico comunale risulta che dal 26 novembre al 30 dicembre scorso furono effettuati cinque prelievi per il collaudo dell’impianto di affinamento. Nell’ultimo controllo i parametri di coliformi fecali e escherichia coli erano pari a zero, grazie al passaggio delle acque sotto i raggi Uv. Gli scarichi quindi potevano essere utilizzati in agricoltura. I lavori per lo spandimento che si stanno per avviare sono stati finanziati dai tre comuni e dalla Provincia.     «Lo scarico in mare resta solo una valvola di sfogo se i campi sono saturi - ricorda Cazzato - e noi ci auguriamo di non dover più ricorrere in futuro a questa soluzione. Mi chiedo - conclude - cos'altro dovrebbe fare un’amministrazio - ne comunale, visto che la legge consente di fare solo questo».
m. c.

Pubblicato il 27/06/2009


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