Castro - Crollo del dicembre 2009 causato da errore umano

La perizia ha escluso le cause naturali

Crollo a Castro marina: "errore umano"
La perizia ha escluso le cause naturali


Agli indagati viene contestato il reato di crollo colposo. I risultati degli esperti aggravano la loro posizione



CASTRO - Il crollo avvenuto il 31 gennaio dello scorso anno in piazza Dante a Castro marina è stato causato dall’attività dell’uomo e non da cause naturali. A stabilirlo è la perizia depositata nei giorni scorsi dai consulenti tecnici d’ufficio, nominati dalla Procura della Repubblica di Lecce, i professori Amedeo Vitone e Carlo Viggiani, e gli ingegneri Fabrizio Palmisano e Pietro Foderà, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Lecce. I quattro esperti, incaricati dalla procura di stabilire le effettive cause del crollo che ha sfregiato il volto della bellissima piazzetta della marina che si affaccia sul mare Adriatico, compresa fra Otranto e Santa Maria di Leuca, hanno svolto un lavoro capillare e certosino, raccolto in una voluminosa relazione cartacea e in tre Dvd. Attraverso complessi calcoli e l’utilizzo di metodologie di rilievo laser scanning terrestri, integrate con tecniche topografiche classiche e rilievi fotografici metrici ad alta risoluzione, gli esperti hanno dimostrato come la mano dell’uomo abbia gradualmente attaccato la collinetta tufacea prossima al porticciolo della località balneare.
Col tempo, infatti, le abitazioni e le attività commerciali hanno sostituito grotte e cavità tufacee. La ricostruzione tridimensionale del luogo del crollo dimostrerebbe come si sarebbe potuto evitare il disastro. Solo alcune fortunate coincidenze e il fatto in quel gelido sabato pomeriggio di gennaio il luogo fosse pressoché deserto, evitarono che la vicenda assumesse i contorni della tragedia. Nell’inchiesta della Procura, inizialmente coordinata dal sostituto procuratore Maria Consolata Moschettini e poi passata al collega Giuseppe Capoccia, si ipotizza il reato di crollo colposo. Le presunte responsabilità degli indagati potrebbero essere avvalorate proprio dalla consulenza dei periti di parte. Sul fronte della ricostruzione nei mesi scorsi si è provveduto a “mettere in sicurezza” l’area del crollo, sottoposta a sequestro per più di un anno. Il piano dei lavori è stato approvato nei giorni scorsi, cui seguirà ora la cosiddetta progettazione esecutiva. Toccherà poi ai proprietari provvedere in merito. Il crollo ha interessato quattro abitazioni al primo piano e altrettanti negozi al piano terra. In una manciata di secondi di quel 31 gennaio 2009, la piazza, frequentatissima d’estate e meta di turismo per i vip, ha cambiato il proprio volto. La speranza è quella di restituire, per la prossima estate, il suo antico splendore a uno degli scorci più belli del Salento.
 

fonte: corriere della sera

Pubblicato il 08/12/2010


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