PAssione GiAlloRossA - Lecce assente ingiustificato

Brutta sconfitta a Verona

a cura di Eugenio Losavio

Per la seconda giornata del girone di ritorno del Campionato di Serie A, il Lecce è impegnato in trasferta allo Stadio Marcantonio Bentegodi contro l’Hellas Verona. Arbitra l’incontro Abisso di Palermo che ha già diretto i giallorossi in altre due occasioni (6^ giornata di andata, Lecce – Roma 0 – 1; 17^ giornata di andata, Lecce – Bologna 2 – 3) coadiuvato dagli assistenti Paganessi e Affadato. Il Quarto Uomo è Ros di Pordenone; VAR, Chiffi di Padova; AVAR, Tolfo di Pordenone.

Le formazioni  Juric, con il 3-4-2-1 schiera Silvestri tra i pali, Rrahmani, Kumbulla e Dawidowicz in difesa; Faraoni, Amrabat, Veloso e Lazovic a centrocampo; l’ex Pessina e Verre a sostegno dell’unica punta Di Carmine.

Liverani conferma il 3-5-2 con Gabriel tra i pali, Rossettini, Lucioni e Dell’Orco in difesa; Rispoli, Deiola, l’ex Tachtsidis, capitan Mancosu e Donati in mediana; Babacar e Lapadula nel reparto avanzato.

Primo tempo  Al 3°, Lapadula a tu per tu con Silvestri, salta il portiere e conclude di potenza: salva sulla linea Rrahmani, ma l’arbitro ferma tutto per fuorigioco dell’attaccante. Al 12°, i padroni di casa vanno vicini al vantaggio con la conclusione a giro di Verre che termina di poco fuori. Al 19°, l’Hellas Verona sblocca il risultato con il colpo di testa di Dawidowicz su cross da calcio d’angolo. Al 27°, mister Liverani è costretto ad operare la prima sostituzione inserendo Vigorito al posto di Gabriel, out per un problema alla spalla. Al 34°, i gialloblu raddoppiano con il colpo di testa di Pessina. Al 37°, i veneti flirtano con il terzo gol con Di Carmine che manca per un soffio l’impatto con la sfera. Al 42°, l’allenatore giallorosso corre ai ripari con Majer al posto di Lucioni, passando così al tradizionale 4-3-1-2. Al 47°, sussulto del Lecce con il nuovo entrato che, a botta sicura, colpisce la traversa. Dopo 2’ di recupero, il direttore di gara manda le due squadre negli spogliatoi.

Secondo tempo  Al 50°, Pessina conclude da pochi passi: Vigorito si salva d’istinto. Al 68°, gli ospiti rimangono in inferiorità numerica per l’espulsione per doppia ammonizione di Dell’Orco. Un minuto dopo, ultima sostituzione per i salentini con Meccariello che rileva Babacar. All’86°, terzo gol dei padroni di casa con il rigore di Pazzini, concesso per un fallo dell’estremo difensore giallorosso su Amrabat. Dopo 2’ di recupero, Abisso dichiara la fine delle ostilità.

Conclusioni - Più di un passo indietro rispetto alla prestazione offerta contro l’Inter. La squadra giallorossa, infatti,  è stata in balia dell’avversario che non ha avuto difficoltà a prendere le redini del gioco. L’ottimo fraseggio dei padroni di casa è stato premiato dai due gol che sono arrivati su due azioni fotocopia: due colpi di testa con il giocatore in questione lasciato libero di colpire. L’unico sussulto per la squadra di Liverani è stata la traversa di Majer che avrebbe potuto riaprire l’incontro. La ripresa non è andata meglio. Il Verona non ha mollato e per il Lecce è stata ancora di più notte fonda dopo l’espulsione di Dell’Orco. Nulla da dire sull’atteggiamento dei singoli. E’ stata una gara in cui i salentini non sono scesi in campo. Si è vista una squadra senza cuore, senza grinta, senza identità, senza determinazione per tentare di raddrizzare le sorti dell’incontro. Da valutare l’entità dell’infortunio di Tachtsidis. In classifica, i veneti salgono a 29 punti (una partita in meno che verrà recuperata il 5 febbraio contro la Lazio); i salentini rimangono a 16 (-1 dalla zona retrocessione). Nel prossimo turno, i gialloblu affronteranno in trasferta il Milan domenica 2 febbraio alle 15; il Lecce ospiterà allo Stadio Via del Mare il Torino, sempre domenica, ma alle 18.

E. Losavio

 

Pubblicato il 27/01/2020


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