Passione GialloRossa - Il Lecce non si ferma. Seconda vittoria consecutiva
a cura di E. Losavio18-02-2026
a cura di Eugenio Losavio
Per la seconda giornata del girone di ritorno del Campionato di Serie A, il Lecce è impegnato in trasferta allo Stadio Marcantonio Bentegodi contro l’Hellas Verona. Arbitra l’incontro Abisso di Palermo che ha già diretto i giallorossi in altre due occasioni (6^ giornata di andata, Lecce – Roma 0 – 1; 17^ giornata di andata, Lecce – Bologna 2 – 3) coadiuvato dagli assistenti Paganessi e Affadato. Il Quarto Uomo è Ros di Pordenone; VAR, Chiffi di Padova; AVAR, Tolfo di Pordenone.
Le formazioni Juric, con il 3-4-2-1 schiera Silvestri tra i pali, Rrahmani, Kumbulla e Dawidowicz in difesa; Faraoni, Amrabat, Veloso e Lazovic a centrocampo; l’ex Pessina e Verre a sostegno dell’unica punta Di Carmine.
Liverani conferma il 3-5-2 con Gabriel tra i pali, Rossettini, Lucioni e Dell’Orco in difesa; Rispoli, Deiola, l’ex Tachtsidis, capitan Mancosu e Donati in mediana; Babacar e Lapadula nel reparto avanzato.
Primo tempo Al 3°, Lapadula a tu per tu con Silvestri, salta il portiere e conclude di potenza: salva sulla linea Rrahmani, ma l’arbitro ferma tutto per fuorigioco dell’attaccante. Al 12°, i padroni di casa vanno vicini al vantaggio con la conclusione a giro di Verre che termina di poco fuori. Al 19°, l’Hellas Verona sblocca il risultato con il colpo di testa di Dawidowicz su cross da calcio d’angolo. Al 27°, mister Liverani è costretto ad operare la prima sostituzione inserendo Vigorito al posto di Gabriel, out per un problema alla spalla. Al 34°, i gialloblu raddoppiano con il colpo di testa di Pessina. Al 37°, i veneti flirtano con il terzo gol con Di Carmine che manca per un soffio l’impatto con la sfera. Al 42°, l’allenatore giallorosso corre ai ripari con Majer al posto di Lucioni, passando così al tradizionale 4-3-1-2. Al 47°, sussulto del Lecce con il nuovo entrato che, a botta sicura, colpisce la traversa. Dopo 2’ di recupero, il direttore di gara manda le due squadre negli spogliatoi.
Secondo tempo Al 50°, Pessina conclude da pochi passi: Vigorito si salva d’istinto. Al 68°, gli ospiti rimangono in inferiorità numerica per l’espulsione per doppia ammonizione di Dell’Orco. Un minuto dopo, ultima sostituzione per i salentini con Meccariello che rileva Babacar. All’86°, terzo gol dei padroni di casa con il rigore di Pazzini, concesso per un fallo dell’estremo difensore giallorosso su Amrabat. Dopo 2’ di recupero, Abisso dichiara la fine delle ostilità .
Conclusioni - Più di un passo indietro rispetto alla prestazione offerta contro l’Inter. La squadra giallorossa, infatti, è stata in balia dell’avversario che non ha avuto difficoltà a prendere le redini del gioco. L’ottimo fraseggio dei padroni di casa è stato premiato dai due gol che sono arrivati su due azioni fotocopia: due colpi di testa con il giocatore in questione lasciato libero di colpire. L’unico sussulto per la squadra di Liverani è stata la traversa di Majer che avrebbe potuto riaprire l’incontro. La ripresa non è andata meglio. Il Verona non ha mollato e per il Lecce è stata ancora di più notte fonda dopo l’espulsione di Dell’Orco. Nulla da dire sull’atteggiamento dei singoli. E’ stata una gara in cui i salentini non sono scesi in campo. Si è vista una squadra senza cuore, senza grinta, senza identità , senza determinazione per tentare di raddrizzare le sorti dell’incontro. Da valutare l’entità dell’infortunio di Tachtsidis. In classifica, i veneti salgono a 29 punti (una partita in meno che verrà recuperata il 5 febbraio contro la Lazio); i salentini rimangono a 16 (-1 dalla zona retrocessione). Nel prossimo turno, i gialloblu affronteranno in trasferta il Milan domenica 2 febbraio alle 15; il Lecce ospiterà allo Stadio Via del Mare il Torino, sempre domenica, ma alle 18.
E. Losavio