LiberAria si dimette dall'Aie

 
 
LiberAria si dimette dall'Aie
 
In seguito alla decisione del Consiglio direttivo dell'Associazione Italiana Editori di spostare il Salone del Libro dalla storica sede di Torino a Milano, LiberAria Editrice, insieme ad altre case editrici, comunica la proprie dimissioni dall'Associazione. 
 
LiberaAria non si riconosce né nella scelta dell'Aie né nelle modalità in cui essa si è determinata. La procedura con cui si è operata la scissione crea una situazione di sterile conflittualità con la più importante fiera internazionale di settore che abbiamo in Italia. LiberAria apprezza la volontà di creare nuove fiere ed eventi di promozione del libro ma crede che contrapporre un evento concorrenziale a una grande fiera italiana ridurebbe le occasioni di avvicinamento alla lettura, invece che moltiplicarle, venendo meno a uno dei fini principali dell’Associazione. 
 
Con l'augurio che la Presidenza dell’Aie voglia riconsiderare le proprie posizioni, LiberAria si auspica di partecipare a una fiera diversa, con l'obbiettivo non di competere ma di far collaborare editori, librai, biblioteche, scuole, enti istituzionali e lettori. 
 
Di seguito il comunicato stampa per esteso, a cui si aggiungono gli editori de La Nuova Frontiera e O barra O.
 
 
 
Salone del libro: gli editori si dimettono dall’AIE
 
A seguito della cattiva gestione dell’affaire Salone del libro dieci case editrici hanno deciso di dare le proprie dimissioni, con una lettera congiunta, dall’associazione italiana editori dalla quale non si sentono più rappresentati.
 
 
 
La lettera di dimissioni
 
28 luglio 2016
 
Spett.le AIE
 
Gentile Presidente Federico Motta
 
 
 
Il modo in cui è stato gestito l’affaire Salone del libro ha creato un forte malcontento da parte di molti editori soci.
 
Indipendentemente dal risultato (crediamo sia sbagliato voler contrapporre a una grande fiera italiana un evento concorrenziale laddove invece bisognerebbe moltiplicare, e non dividere, le occasioni di avvicinamento alla lettura, che è tra i fini statutari dell’associazione: quindi ben venga un’altra fiera ma perché in concorrenza e negli stessi giorni?), ciò che ci ha lasciato perplessi è il modo in cui la decisione è stata presa, senza una seria, reale e approfondita consultazione di tutti i soci.
 
Non ci riconosciamo né in questa scelta dell’associazione né tantomeno nella modalità di determinarla, non ci sentiamo insomma rappresentati da questa Associazione, pertanto diamo qui le nostre dimissioni dall’AIE con effetto immediato.
 
Ci auguriamo che, trattandosi di un’associazione che ha l’ambizione di rappresentare un’ampia parte del mercato editoriale italiano (il sito istituzionale parla del 90%: forse facendo riferimento ai fatturati e non certo alla reale pluralità dei soggetti operanti nel settore), ma il cui maldestro operato in questo frangente ha come primo effetto tangibile il venir meno di un numero consistente di soci e al tempo stesso il malcontento di altri soci che restano iscritti, la Presidenza dell’AIE voglia riconsiderare le sue posizioni e i suoi atteggiamenti, al fine di diventare davvero un soggetto rappresentativo, efficace e in cui tutti gli editori – pur con la naturale diversità, tema certo a noi molto caro – possano sentirsi ascoltati e riconoscersi.
 
 
 
add editore
 
Edizioni e/o
 
Iperborea
 
LiberAria Editrice
 
Lindau
 
Minimum fax
 
Nottetempo
 
Nutrimenti
 
SUR
 
66thand2nd
 
 

Pubblicato il 02/08/2016


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