4 marzo 2026 - Salvatore Toma - L'idea che io ho di Dio - Il poeta torna in libreria con una raccolta inedita - anteprima alla Biblioteca Bernardini di Lecce

Sabato 14 Marzo 2026 - ore 18.30

Biblioteca Provinciale “N. Bernardiniâ€

 

anteprima nazionale

«L’idea che io ho di Dio», Salvatore Toma

a cura di Luciano Pagano

 

presentazione della raccolta inedita:

 

Dialogheranno:

 Renato De Capua (giornalista), 

Luciano Pagano (editore)

 

letture a cura di

Simone Franco

 

musica e voci di Gradus Compagnia Musicale

Gaetano Fidanza, Fabrizio Nuzzo

 

Sabato 14 marzo 2026 alle ore 18.30, presso la Biblioteca Provinciale “N. Bernardini†di Lecce si terrà la prima presentazione del volume di poesie inedito “L’idea che io ho di Dio†del poeta Salvatore Toma, prima pubblicazione di Musicaos Editore, curata da Luciano Pagano, dedicata al lavoro di archiviazione e ricerca sul materiale inedito del poeta salentino. Durante la serata, nella quale il volume, in uscita il 21 marzo 2026, sarà presentato in anteprima, il curatore dialogherà con il giornalista Renato De Capua. Nell’incontro l’attore e regista Simone Franco leggerà alcuni brani dal testo e «GRADUS - compagnia musicale», presenterà per l'occasione un brano originale composto ed eseguito da Gaetano Fidanza e Fabrizio Nuzzo realizzato su uno dei testi poetici presenti nel libro.

 

 

Nel settembre del 1982 Salvatore Toma trascorse un periodo di degenza presso l’â€Ospedale di Venere†a Bari. Durante quei giorni, non mancarono per il poeta riflessioni sulla propria esistenza e sul proprio rapporto con chi lo circondava e con Dio. Questo “quaderno†dove l’autore annotò queste poesie e rimasto a oggi inedito, ha avuto una breve circolazione tra le persone che conoscevano Salvatore Toma e che condividevano con il poeta un percorso di scrittura, in particolare Antonio Leonardo Verri lesse queste poesie e ne annotò sul suo diario, nel periodo in cui Salvatore Toma affidava a questi versi uno dei nuclei più intimi della propria scrittura e contemporaneamente terminava la revisione dell’ultima raccolta edita «Forse ci siamo», che avrebbe inviato di lì a breve a Oreste Macrì. 

È un Dio a cui rivolgersi con il “tuâ€, quello di Salvatore Toma, un dio umano, in cui la poesia dell’autore trascende i territori consueti della sua poesia e in cui il sentimento della natura si fa più vivido. È un dialogo, un dissidio interiore, che trova pace momentanea in ciò che spera di ottenere, di conoscere, per poi trovare nuovo turbamento nella riflessione sulla propria condizione. La ricerca di Dio, al quale il poeta chiede che un accoglimento, coesiste con lo smarrimento nella donna, che è ricerca celeste e idea di Dio che si fa concreta. 

Non siamo dinanzi a un gruppo di poesie religiose in senso stretto, il lettore non troverà in alcun punto versi di apologia o pseudo-conversione, la personalità e il carattere di Salvatore Toma sono declinati seguendo i “suoi†modi stilistici. Si tratta del documento personale e poetico di un uomo che in un momento di separazione dalla consuetudine del mondo in cui è abituato a vivere, riflette più da vicino sul proprio essere, mettendo in dialogo gli elementi propri del proprio linguaggio poetico. Il cerchio si chiude, risolvendo l’«idea che io ho di Dio» in senso naturale, umano, concreto, Salvatore Toma, grazie all’amore per il dio “libero e gioiosoâ€, il dio nel mondo e della natura, ha conosciuto un dio umano, Regina, cui si affida.

Salvatore Toma nasce l’11 maggio 1951 a Maglie, in provincia di Lecce. Inizia a scrivere fin da giovanissimo, pubblicando le sue prime raccolte, da tempo introvabili, presso case editrici minori. Muore a trentacinque anni, il 17 marzo del 1987, dopo un breve ricovero presso l’ospedale di Gagliano del Capo. Nel 2020 Musicaos Editore ha pubblicato il volume Poesie (1970-1983), che raccoglie le poesie edite in vita da Salvatore Toma: Poesie. «Prime rondini» (1970), «Ad esempio una vacanza (a Babi)» (1972), «Poesie scelte» (1977), «Un anno in sospeso» (maggio 1977-luglio 1978) (1979), «Ancóra un anno» (1981), «Forse ci siamo» (1983), a cura di Luciano Pagano, con interventi critici di Benedetta Maria Ala, Lorenzo Antonazzo, Annalucia Cudazzo, Simone Giorgio, a quel volume si rimanda per ogni approfondimento bio-bibliografico più dettagliato. 

Simone Franco - Attore, regista, performer, di formazione antiaccademica, si lega alla pratica laboratoriale presso i maggiori esponenti del Teatro di Ricerca nazionali ed internazionali (Pippo Delbono, Living Theatre, Odin Teatret, Danio Manfredini, Carmelo Bene, Carlo Quartucci, Carla Tatò, Armando Punzo, Tapa Sudana, Nikolaj Karpov, Anatolij Vasiliev). Come regista ha scritto diverse drammaturgie, rivolgendo particolare attenzione a temi quali il disagio psichico, l’immigrazione e la persecuzione politica. Ha condotto laboratori, in centri di detenzione, in contesti di cura (DSM, Centri Diurni, case famiglia, Anfaa), con attori non vedenti presso l'AIC e sordo-muti presso l'Istituto Magarotto a Roma.

 

GRADUS - compagnia musicale è un collettivo informale di operatori nel campo artistico e prevalentemente musicale promosso da Gaetano Fidanza

 

Informazioni

Musicaos Editore

info@musicaos.it - www.musicaos.org


Pubblicato il 11/03/2026


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